Spalletti: saremo feroci Allegri con Mandzukic

Inter per la Champions, Juve per lo scudetto: il pari non serve a nessuno
MILANO . Il pareggio non serve a nessuno. L’Inter vuole proseguire la rincorsa alla zona Champions, la Juve spera di conservare il punto di vantaggio sul Napoli e magari accelerare verso il settimo scudetto consecutivo. Stasera al Meazza (ore 20,45) è gara da dentro o fuori. Se fosse solo una questione di motivazioni, la rabbia della Juventus, reduce dal ko con il Napoli e a caccia del settimo scudetto, sarebbe nulla rispetto a quella dell'Inter, secondo Luciano Spalletti. «Noi è da sette anni che non si porta a casa niente: saremo ferocissimi», sorride alla vigilia della sfida con i campioni d'Italia il toscano, consapevole che nelle ultime quattro partite di campionato la sua squadra si gioca un traguardo «grandioso» come il ritorno in Champions. San Siro tutto esaurito sarà la cornice di un big match in cui il pareggio servirebbe a poco a entrambe. «In queste partite, chi pensa di nascondersi viene subito stanato. Bisogna prendersi responsabilità, cercare le giocate che fanno la differenza, correre e portare a casa tanti contrasti», avverte Spalletti che probabilmente punterà su Vecino e come sempre sui suoi leader Icardi, Perisic e Brozovic. «Ciò che mi dà più fiducia è la crescita della mia squadra», nota il toscano. «Sarà una partita durissima ma abbiamo imparato a dialogare con i nostri difetti e siamo pronti a giocarci la Champions». Ad Appiano non è considerato un fattore la designazione di Daniele Orsato, che da giudice di linea fece infuriare Icardi nello Juventus-Inter della scorsa stagione. «Non vedo il problema, i nostri arbitri hanno professionalità. La Juve negli ultimi anni ha vinto quasi sempre, non ha senso proporre statistiche di questo o quell'altro arbitro». Dopo anni di feste, però, a Vinovo c'è stata contestazione da parte dei tifosi bianconeri. «Un'esasperazione tutta italiana» stigmatizza Spalletti, che invece si gode il calore dei suoi tifosi. «Non so se hanno vinto il loro scudetto, ma viaggiano a punteggio pieno per presenza e affetto».
Qui Juve. Passa dal derby d'Italia contro l'Inter, la strada della Juventus per «scrivere un altro pezzo di storia». Una partita da dentro o fuori e, proprio per questo, ancora più bella e affascinante per una squadra che attraversa un momento in cui le cose vanno meno bene. Ma che da fenomeno che era non si è certo trasformata in un gruppo di brocchi. Sta tutto qui il pensiero di Massimiliano Allegri. La sconfitta col Napoli, ora a un solo punto di distanza, ha complicato le cose. Ma la parola fine non è ancora stata detta: «Tanti scudetti si sono decisi all'ultima giornata», osserva il tecnico.
Sarà che le cose piatte lo annoiano, ma anche nelle difficoltà l'allenatore livornese si conferma ironico e mai banale. «Quando sono arrivato era un po’ peggio», dice ricordando le contestazioni dei tifosi all'inizio della sua avventura in bianconero. Quelle che oggi nega esserci state, al pari delle liti nello spogliatoio. Voci «infondate, che ledono la professionalità di tutti». Meglio «farsele scivolare addosso» e pensare all’Inter. «Un'ottima squadra a cui Spalletti ha dato una grande organizzazione». Allegri divrebbe riproporre il 4-3-3 di Madrid. «Bisogna mettersi in discussione e fare qualcosa in più per arrivare a campionato e Coppa Italia. Chiacchierare troppo non serve a niente, nel calcio il detto “chi vince è un bravo ragazzo e chi perde...” vale sempre». Dybala dovrebbe accomodarsi in panchina, con Mandzukic a fianco di Higuain e Douglas Costa. «Paulo ha un mese per dare un grosso contributo alla Juventus, ora non contano gli obiettivi personali ma quelli della squadra». Allegri non potrà invece contare su De Sciglio, Sturaro e Chiellini. Al posto di quest’ultimo c’è Barzagli, con Howedes a destra e Alex Sandro a sinistra. «Il campionato non si deciderà in questa giornata, sarà ancora lunga...», conclude Allegri.
Angelo Caradonna

