Spalletti: voglio la vittoria Allegri: niente figuracce

27 Aprile 2019

I nerazzurri puntano a chiudere il discorso qualificazione alla Champions Il tecnico bianconero con Chiellini in difesa ma senza l’infortunato Bentancur

MILANO. Il derby d'Italia, stasera alle 20,30, per fare un altro passo, forse decisivo, verso la Champions League e affrontare «il colosso Juve» a testa alta «con il possesso palla e facendo la partita»: Luciano Spalletti vuole un'Inter sicura, attenta, equilibrata, capace di gestire la gara contro i Campioni d'Italia. Nessun timore, neppure per Ronaldo. Si deve puntare alla vittoria, anche perché il gap con i bianconeri si è ridotto: «Solo il gioco può fare la differenza, oltre all'acquisto di grandi calciatori. Con i campioni è più facile fare anche l'allenatore ma non basta». Il dubbio, come con la Roma, resta la punta titolare. Icardi potrebbe lasciare il posto a Lautaro Martinez, nonostante gli otto gol all'attivo contro i bianconeri. La motivazione per chiunque scenderà in campo, non dovrà essere trovata, perché è intrinseca nella sfida stessa. San Siro va verso il tutto esaurito, oltre 70mila spettatori.
Stessa musica in casa bianconera. Vincere è l'unica cosa che conta, anche quando lo scudetto è già in tasca. Non vuole figuracce Allegri: «Siamo la Juve e abbiamo belle partite che ci stimolano», osserva alla vigilia del derby d'Italia, di fronte ai 70 mila di San Siro, contro l'Inter dell'ex Marotta - «un piacere rivederlo» - e di Mauro Icardi, giocatore «straordinario». L'obiettivo, dunque, non cambia: «Fare il meglio possibile, cercando di portare a casa il risultato, perché quando perdi è sempre un giramento di scatole...». Nessun esperimento, quelli semmai arriveranno dopo. In campo, considerando le tante assenze, andrà comunque la formazione migliore del momento, col rientro di Chiellini in difesa. L'ultimo forfait è invece quello di Bentancur, alle prese con un affaticamento muscolare che priva di Allegri una valida alternativa. «Quest'anno è stato tutto un rincorrere gli infortuni», ammette l'allenatore, che scherza su Douglas Costa: «Non so neanche se è ancora moro o è diventato biondo...». Proprio le assenze di tanti giocatori nel momento cruciale della stagione sono il cruccio del tecnico. «Siamo arrivati male ai quarti. La Champions», dice a proposito dell'eliminazione contro l'Ajax, «è una competizione talmente bella quanto bastarda: se non arrivi al momento giusto nelle migliori condizioni, paghi». Non vuole alibi Allegri - «ho delle responsabilità anche io» - ma neppure che la stagione passi come fallimentare. «Ho sentito tante critiche ed è giusto perché quello che conta è il risultato», osserva, «ma la Juve non è una folata di vento. Negli ultimi anni si è stabilizzata nelle prime otto squadre e buttare all'aria un lavoro fatto, e che verrà continuato, è eccessivo».
Per la Juve è quasi tempo di programmare il futuro, anche se l'appuntamento col presidente Agnelli non è ancora stato fissato. «Lasciamo passare qualche giorno, siamo in anticipo. La cosa più importante è essere lucidi e prendere delle decisioni per creare le basi per una annata vincente».
LE FORMAZIONI
INTER (4-2-3-1): 1 Handanovic; 33 D'Ambrosio, 6 De Vrij, 37 Skriniar, 18 Asamoah; 77 Brozovic, 8 Vecino; 16 Politano, 14 Nainggolan, 44 Perisic; 10 Martinez. Allenatore: Spalletti.
JUVENTUS (4-3-3): 1 Szczesny, 20 Cancelo, 19 Bonucci, 3 Chiellini, 12 Alex Sandro, 23 Emre Can, 5 Pjanic, 14 Matuidi, 16 Cuadrado, 7 Ronaldo, 33 Bernardeschi. Allenatore: Allegri.
Arbitro: Banti di Livorno.
Angelo Caradonna