Calcio

Sparacello, che doppietta: L’Aquila supera il Teramo

28 Settembre 2026

Il derby del “Gran Sasso”. Il bomber rossoblù trascina la squadra, biancorossi spreconi in attacco

L’AQUILA. Sparacello bum-bum e L’Aquila fa suo il derby, infligge al Teramo la prima sconfitta stagionale e lo scavalca in classifica portandosi a meno 2 dalla capolista Vigor Senigallia. Un passo avanti per i rossoblù, che scoprono le carte battendo una delle formazioni maggiormente accreditate per la corsa al salto di categoria. E i segnali sono incoraggianti. Sparacello nel recupero aveva salvato L’Aquila sette giorni prima ad Ancona. Ed è lo stesso attaccante a caricarsi di nuovo sulle spalle la squadra nelle vesti di finalizzatore spietato, in un contesto di prestazione di squadra di livello superiore. Al contrario, non giova al Teramo la spinta del successo nell’altro derby contro il Giulianova. Passo indietro, dunque, con l’attenuante delle occasioni da rete create, ma non sfruttate a dovere dal capocannoniere Pavone non in vena. Il derby, a conti fatti, promuove L’Aquila, ma il ko non può essere una bocciatura definitiva per le ambizioni dei biancorossi.

I tremila del “Gran Sasso Acconcia” non si annoiano di certo, in questo scampolo d’estate che richiama allo stadio il pubblico delle grandi occasioni. Anche se si è appena alla quinta giornata e i meccanismi sono ancora da rodare, in campo la sfida è di quelle da alta classifica. Nell’Aquila manca all’appello Zini, ancora infortunati Sforza e Ahmetaj. Tra i teramani sempre fuori causa Borgarello (problema al polpaccio), mentre fa la sua prima apparizione in panchina, dopo il lungo infortunio, il mediano Casciano.

L’Aquila arriva da due pareggi consecutivi, il Teramo da due vittorie. Sarà forse per questo che i rossoblù partono assai motivati a centrare il risultato pieno. Al 7’ Curatolo conclude debolmente sugli sviluppi di un assist di Barnabà. A seguire si fa vedere il Teramo, prima con un’azione insistita sul lato destro dell’attacco, e Pavone che non trova lo spunto giusto, poi al 10’ con un colpo di testa di De Santis su angolo di Pietrantonio e pallone alto sopra la traversa. Poi si fa vedere di nuovo L’Aquila, con Curatolo che chiama Çuli al grande intervento. Al 16’, col portiere biancorosso fuori causa dopo un’uscita avventurosa, prima Curatolo non è lesto ad approfittarne e poi la conclusione di Campagna viene deviata in angolo. Da lì il pallone attraversa tutta l’area, ma nessuno è in posizione per spingerlo in porta. L’Aquila accelera ancora: serve una respinta d’istinto di Çuli per neutralizzare una conclusione sottoporta di Curatolo. Il Teramo perde Diakite per infortunio; al suo posto entra Pierfederici. Si arriva dunque alla mezz’ora con l’episodio che finirà per pesare – e molto – nell’economia della gara dei biancorossi. Njambe sfrutta un’indecisione di Bondioli e uno scivolone di Barnabà, quindi serve un assist al bacio per Pavone che, al centro dell’area aquilana, sbaglia incredibilmente da ottima posizione con un sinistro completamente fuori misura. Passano due minuti e viene annullato a Diakite un gol di testa per fuorigioco. Poco dopo la grande paura, L’Aquila trova la forza per portarsi in vantaggio. Pensa a tutto Sparacello che, ricevuto il pallone da Curatolo, fa ballare Bruni e infila all’incrocio dei pali la sua conclusione vincente. L’Aquila potrebbe chiude i conti nel recupero: il tiro di Gori dalla distanza esce fuori non di molto dallo specchio della porta teramana.

Dopo un primo tempo scoppiettante, nella ripresa i toni si abbassano, e parecchio. L’Aquila decide di gestire e di lasciare l’iniziativa agli avversari. Andreucci vede in anticipo il tema e mette dentro gli uomini che possono leggere meglio la nuova situazione. Prima richiama Curatolo (per Chiarella, che poi s’infortuna e lascia, a sua volta, il posto a Lisi) e poi si fa aiutare da Magnani che avvicenda un generoso Gasperoni. Le conclusioni scarseggiano. Il palleggio del Teramo sembra andare a genio all’Aquila. Al 23’ guizzo di testa di Carpani su cross di Pietrantonio, ma sulla linea ecco apparire Saia che evita l’1-1. E come nel primo tempo, mentre il Teramo si affanna con 4 punte L’Aquila si affaccia in avanti e conquista un angolo decisivo: Gori la mette sulla testa di Sparacello che si esalta: 2-0. L’Aquila fa festa, Teramo si mangia le mani.

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                                  L’AQUILA-TERAMO 2-0

L’AQUILA (4-2-3-1): Inturri 6; Barnabà 7, Bondioli 6.5, Brunetti 6.5, Saia 7; Binotto 7 (40’ st Tourè Said sv), Gori 6.5; Gasperoni 6.5 (25’ st Magnani 6.5), Campagna 6.5 (38’ st Enapoliti 6), Curatolo 6.5 (10’ st Chiarella 6) (30’ st Lisi 6); Sparacello 8. A disp.: 22 Luppichini, 3 De Santis, 15 Vascotto, 17 Pomposo. Allenatore: Andreucci.

TERAMO (3-4-2-1): Çuli 5; Pelosi (35’ st Caucci sv), De Santis 5, Bruni 5 (30’ st Tourè Nouhan 5.5); Salustri 6 (13’ st De Negri 5.5), Marconato 5.5, Carpani 5, Pietrantonio 5.5; Pavone 5, Njambe 5; Diakite 5 (20’ st Pierfederici 5.5). A disp.: Cingolani, Cipolletti, Casciano, Antoniazzi, Di Marino. Allenatore: Pomante.

Arbitro: Prencipe di Tivoli.

Reti: 39’ pt e 34’ st Sparacello.

Note: spettatori 2.900 circa, di cui 636 ospiti. Ammoniti: 10’ st De Santis, 21’ st Binotto, 31’ st Bondioli, 48’ st Carpani. Angoli: 4-6. Recupero: 2’ pt; 5’ st.