Speranza: «Sarà l’anno del riscatto»

2 Luglio 2018

Il difensore: «Vogliamo metterci alle spalle le sofferenze degli ultimi due campionati»

TERAMO . In casa Teramo sono in arrivo le prime ufficializzazioni sul fronte mercato. Da oggi ogni giorno è buono per comunicare gli accordi già trovati con alcuni giocatori. Vestiranno la maglia biancorossa, nelle prossime ore, sei elementi: gli attaccanti Gianmarco Piccioni (classe 1991) e Luca Di Renzo ('90); l'esterno offensivo Giacomo Zecca ('97); i centrocampisti Federico Zenuni ('97) e Roberto Ranieri ('97) e il difensore Emmanuele Matino ('98).
La dirigenza continua a monitorare varie piste e a breve potrebbero esserci altre novità in entrata. Allo stesso tempo, però, bisogna definire al più presto le situazioni in uscita che coinvolgono Amadio, Barbuti, Caidi, Fratangelo e Tulli, senza dimenticare che è sempre in ballo l'ipotesi di un rinnovo per Graziano, Ilari e Sales.
Ieri, su alcuni siti specializzati, è uscita la notizia di un possibile passaggio di Antonio Bacio Terracino al Renate. L'ipotesi, che ha subito messo in allarme i tifosi sui social, è stata seccamente smentita dal ds Sandro Federico («Sono stupidaggini», ha commentato). L'esterno napoletano, sotto contratto fino al 2019, si muoverà, salvo colpi di scena, solo in caso di arrivo di offerte dalla serie B.
Uno dei punti fermi del Teramo 2018-2019 è il capitano Ivan Speranza. Il difensore di origini avellinesi, classe 1985, sta per iniziare la sua ottava stagione in maglia biancorossa. Il leader della formazione di Zichella racconta al Centro come si sta preparando in vista del prossimo campionato.
Speranza, è pronto per ricominciare?
«Assolutamente sì. Sono carico e ho voglia di vivere un'altra stagione con questa maglia che ormai è come una seconda pelle per me. Mi sento un teramano d'adozione e ho un grande attaccamento per questi colori e per la città».
Ci sono state sirene di mercato nei suoi riguardi?
«No. Sono sotto contratto per altri due anni e non ho mai avuto intenzione di cambiare aria. A Teramo sono felice e mi riempie d'orgoglio essere il capitano di questa squadra».
Quale sarà l'obiettivo del Teramo?
«Innanzitutto fare un campionato tranquillo dopo le tante sofferenze delle ultime due stagioni. La società e i tifosi meritano di togliersi delle soddisfazioni e io e i miei compagni faremo di tutto per dare il meglio sul campo. I dirigenti sanno come muoversi sul mercato e nutro grande fiducia in loro. Vedremo un mix tra giovani e meno giovani».
Che messaggio lancia ai tifosi per il prossimo anno?
«Di continuare a starci vicini come hanno sempre fatto, in particolare nel finale dello scorso campionato. Abbiamo bisogno di loro. Ai tifosi del Teramo dobbiamo soltanto dire grazie per il sostegno ricevuto nei momenti difficili. È chiaro che sono poi i risultati a dare entusiasmo e tranquillità all'ambiente. Spetta a noi il compito di renderli sereni partita dopo partita».
A proposito di mercato, i suoi amici Caidi e Amadio, in scadenza nel 2019, restano a Teramo o vanno via ?
«La decisione spetta a loro e alla società. Conosco Caidi e Amadio da tanti anni e ho uno splendido rapporto con entrambi. Voglio che Nebil e Stefano scelgano nel modo migliore, ma mi piacerebbe che rimanessero a Teramo. Anche perché sono due ottimi giocatori e ce ne sono pochi in giro come loro».
Ad un giovane come Fratangelo, invece, cosa consiglierebbe per il suo futuro?
«Deve comportarsi da professionista, lavorando duro e migliorando tanto. Sono cose che gli ho già detto più volte. Alessandro ha 20 anni, deve giocare e farsi le ossa. Se lo farà a Teramo o da un'altra parte non lo so. L'importante è che riesca ad esprimersi con continuità e a fare uno scatto per la sua carriera».
Della permanenza in panchina di Giovanni Zichella che ne pensa?
«Per chi, come me, già lo conosce è un vantaggio. Sappiamo quali sono le sue idee, adesso tocca a noi metterle in pratica sul campo».
Un'ultima cosa. Sul fronte societario si riparte di nuovo nel segno del patron Luciano Campitelli. Cosa si sente di dire al presidente?
«La sua presenza è fondamentale per noi. Ci trasmette tranquillità e non ci fa mancare mai nulla. So quanti sacrifici fa per portare avanti il Teramo. Se dovessero esserci degli aiuti di altri imprenditori ben venga per lui, ma avere una proprietà come quella di Campitelli è una cosa rara nel calcio di oggi».
Gaetano Lombardino
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