Spezialetti torna a casa: «L’Abruzzo dà emozioni, il Giro segnale di rinascita»

Il ds pinetese dell’Androni alla quarta partecipazione da dirigente «Masnada può essere la sorpresa, Ciccone lotterà per il vertice»
PINETO. A rappresentare l’Abruzzo, in questo Giro d’Italia, c’è anche il ds pinetese ed ex corridore professionista Alessandro Spezialetti, alla guida dell’ammiraglia dell’Androni Giocattoli-Sidermec, formazione Professional con la media-età più bassa in gara. Quest’ultima ha preso il posto della Vini Zabù, marchio del gruppo Vini Fantini dell’imprenditore Valentino Sciotti, che ha dovuto rinunciare al Giro dopo la positività all’epo del corridore Matteo De Bonis. Per Spezialetti è la quarta partecipazione alla corsa rosa nei panni di ds.
Con quali ambizioni vi siete presentati al Giro d’Italia?
«L’obiettivo è vincere una tappa. Poi proveremo anche a curare la classifica che mette in palio la maglia azzurra del gran premio della montagna. C’è la voglia di essere protagonisti ogni giorno».
Come avete accolto la notizia di dover subentrare in extremis al posto della Vini Zabù?
«L’Androni Giocattoli-Sidermec meritava di essere al Giro, a prescindere da ciò che è accaduto alla Vini Zabù. Ho appreso della notizia della nostra partecipazione mentre ero in Turchia. Per noi è stata una soddisfazione immensa. È normale che ci sia anche un po’ di dispiacere per la Vini Zabù, soprattutto perché sono vicende che non fanno bene al ciclismo».
Quali sono i corridori di punta della vostra squadra?
«Tutti possono dire la loro. Abbiamo un team giovane, ma bene assortito. L’ecuadoriano Cepeda, per esempio, ha vinto la maglia bianca al Tour of the Alps piazzandosi quarto nella classifica generale».
In questo Giro l’Abruzzo è protagonista di tre partenze e di un arrivo di tappa.
«Ospitare, in più giorni, un evento del genere è un segnale di rinascita. L’Abruzzo si conferma una terra che ha un grande rapporto con questo sport. Negli ultimi anni, il Giro ha sempre rappresentato una vetrina importante per la nostra regione. Tornare sulle strade che ho conosciuto quando ero corridore è ogni volta un’emozione forte».
L’arrivo di domenica a Campo Felice, con partenza da Castel di Sangro, può dare una prima scossa alla classifica generale?
«Credo di no. I tratti più difficili della tappa sono tutti pedalabili. La salita finale, al di là dello sterrato, non può fare danni. È ancora troppo presto per avere un quadro delineato della situazione».
Chi sono i favoriti per la vittoria del Giro?
«È facile citare Yates, Bernal o Evenepoel. Secondo me Fausto Masnada farà un ottimo Giro. Può essere una sorpresa. Masnada ha chiuso al terzo posto il Giro di Romandia. Vuol dire che ha le qualità per curare la classifica generale».
Ciccone come lo vede?
«Ho letto che il suo obiettivo principale è vincere una tappa. Se esce bene dalla prima settimana, però, potrebbe anche essere in lotta per le posizioni di vertice della classifica».
Come è cambiato il ciclismo nell’era del Covid?
«C’è un protocollo molto rigido. Speriamo si possa tornare alla normalità, grazie ai vaccini. Il calore della gente e il contatto con il pubblico sono elementi essenziali del ciclismo».
Gaetano Lombardino
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