Spintona l’arbitro-donna: stop di quasi 4 mesi
Il giudice dilettanti punisce anche cori razzisti (Pizzoli) e la Castrum (Seconda) con la sconfitta a tavolino
LANCIANO. Di male in peggio. A dispetto dei buoni propositi, sbandierati in occasione delle varie riunioni sul fair play che il comitato regionale della Figc Abruzzo è solito organizzare da alcuni anni a questa parte. Con risultati, a quanto pare, di gran lunga inferiori alle aspettative se, com'è accaduto domenica scorsa, si è arrivati al punto di mettere le mani addosso persino ad una donna. Precisamente a Chiara Di Fabio, arbitro della sezione di Chieti, designata a dirigere la sfida tra San Martino e Pretoro (Seconda categoria girone F). Stando infatti a quanto pubblicato ieri sul comunicato emesso dal giudice sportivo regionale, la Di Fabio «sarebbe stata colpita con le mani, all'altezza dello sterno» dal calciatore del Pretoro Giovanni Librone, per questo squalificato fino al 31 gennaio 2015. Uno spintone che pur non impedendole di portare a termine l'incontro, le avrebbe procurato un persistente dolore costringendola, a fine gara, a recarsi presso il pronto soccorso dell'ospedale di Chieti. Nulla di serio per fortuna, anche se resta la gravità del gesto. Tanto più esecrabile in quanto rivolto ai danni di una donna. Stando così le cose è lecito domandarsi dove si andrà a finire di questo passo, anche perché il Librone, questa settimana, è in buona compagnia, visto che intemperanze, verbali e non, nei confronti della classe arbitrale, si sono verificate in un po' tutte le categorie. Compresa la Promozione dove, per la seconda settimana di fila, i protagonisti, in negativo, sono stati sostenitori e dirigenti del Notaresco (girone A). Per i cui eccessi la società teramana è stata multata con un'ammenda di 700 euro, e con l'ennesima squalifica, comminata ai fratelli Mario e Lorenzo D'Alessandro (entrambi recidivi), appiedati, rispettivamente, fino al 31 ottobre 2015 ed al 31 marzo 2015 «per pesanti e reiterate offese e minacce all'arbitro». Il tutto al termine di una gara vinta, sul campo del San Gregorio, con il punteggio di 0-3... Ma l'elenco delle "bravate" non finisce qui, visto che anche la Prima categoria non ha voluto esser da meno, mettendo in luce (si fa per dire) i sostenitori ed alcuni tesserati del Pizzoli (girone A), sanzionato con 400 euro di multa. I primi per aver rivolto «frasi razziste all'indirizzo di un tesserato della squadra ospite»; i secondi per aver partecipato «ad una rissa con tesserati della squadra avversaria (il Tagliacozzo, a sua volta multato di 200 euro, ndc), tale da provocare l'intervento dei carabinieri». Sempre in Prima, da segnalare anche la squalifica fino al 31 dicembre prossimo comminata al calciatore del Verlengia (girone E) Moreno Miccoli, reo di «aver tirato per il colletto della divisa l'arbitro, offendendolo e minacciandolo». Tornando infine alla Seconda categoria, riflettori puntati sulla sfida del girone E tra Castrum 2010 e United BDR Hatria, sospesa in pieno recupero per intemperanze, fisiche e verbali, messe in atto da alcuni tesserati della squadra locale nei confronti del direttore di gara, «accerchiato in campo ripetutamente minacciato». Atteggiamenti che hanno indotto il giudice ad infliggere alla Castrum 2010 la sconfitta per 0-3 a tavolino ed a squalificare fino al 31 gennaio 2015 un proprio dirigente, Paolo Adonide, identificato dallo stesso direttore di gara come colui che lo aveva «minacciato e spintonato, violentemente e ripetutamente, impedendogli fisicamente di portare a termine l'incontro». Insomma un quadro non certo esaltante, aggravato peraltro (anche se per episodi del genere non esiste giustificazione che tenga) dal fatto che la stagione è appena agli inizi, e dunque non c'è in ballo ancora nulla di importante o decisivo...
Stefano De Cristofaro
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