Sponsor in fuga Teramo costretta a ridimensionarsi

TERAMO. Teramo è la culla della pallamano, almeno in Abruzzo. Tradizione che è cresciuta con il tempo e si rinnova, di anno in anno, con la disputa del torneo giovanile mondiale più ambito quale la...
TERAMO. Teramo è la culla della pallamano, almeno in Abruzzo. Tradizione che è cresciuta con il tempo e si rinnova, di anno in anno, con la disputa del torneo giovanile mondiale più ambito quale la Coppa Interamnia che, ad inizio di Luglio, vivrà la 42ª edizione. Anche la pallamano teramana, però, sta vivendo il suo momento di crisi, non in termini di risultati quanto legato alle difficoltà economiche. Partendo dal campo femminile, per esempio, nel maggio del 2012, l’allora Leadercoop Teramo del presidente Domenico Carnevale si laureò, per la prima volta campione d’Italia superando Salerno in finale. Grande entusiasmo per quello che era anche il primo titolo tricolore cittadino. L’anno successivo, però, non fu facile, anzi: dapprima ci fu la forzata rinuncia a disputare coppe europee e, nel febbraio del 2013, la squadra venne esclusa a campionato in corso per irregolarità amministrative. Tutta colpa delle difficoltà finanziarie che hanno attanagliato la società causa mancati aiuti economici.
La stagione successiva, quella appena conclusa, a Teramo è tornata una squadra di pallamano donne. Grazie all’impegno di una nuova società capeggiata da Roberto Canzio che ha ottenuto la salvezza ma che, comunque, è alla ricerca di risorse per affrontare la prossima annata sportiva. In campo maschile la Teknoelettronica, dal punto di vista sportivo, nelle ultime stagioni ha compiuto veri e propri miracoli ottenendo la salvezza nel massimo campionato. Sul finire della stagione, però, le difficoltà economiche hanno portato l’organico ad essere dimezzato dopo gli abbandoni dell’allenatore e di diversi giocatori. Colpa anche di alcuni sponsor che sono venuti meno strada facendo. La situazione, in vista del futuro, non è rosea anche se, nella difficoltà, la società del presidente Gianni Tanzi ha potuto mettere in mostra i ragazzi, teramani doc, del proprio settore giovanile che, non a caso, hanno portato a termine la stagione crescendo partita dopo partita. Discorso che può valere anche per Città Sant’Angelo ripartita dalla serie B dopo aver rinunciato, lo scorso anno, sempre per problemi di carattere economico, alla serie A1, e che, grazie ad un importante progetto è riuscita ad ottenere già la promozione in A2.
Matteo Falzon
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