Sponsor, può tornare la Tercas

11 Maggio 2015

Oggi Campitelli vede Di Giuseppe, il rinnovo è sicuro. Si punta a sette-otto acquisti

TERAMO. La sBornia – con la B rigorosamente maiuscola – è passata, da oggi si ricomincia a programmare. Smaltita la seconda grande festa di popolo in una settimana, già stamattina Luciano Campitelli incontra il direttore sportivo Marcello Di Giuseppe. È il rinnovo del contratto con il ds la priorità del presidente, più ancora dell’accordo con l’allenatore e della conferma dei “gemelli del gol”. Il motivo è facile da comprendere: Di Giuseppe è uomo-azienda oltre che uomo-mercato, è con lui che Campitelli si metterà a tavolino per pianificare la squadra che affronterà la B. Ebbene, il rinnovo con Di Giuseppe appare scontato. Ovviamente il contratto del ds, che quest’anno ha guadagnato 30mila euro più i premi, verrà adeguato in modo consistente. Per Campitelli sarà un sacrificio giusto, inevitabile e necessario. Il patron stima Di Giuseppe, che dalla serie D in avanti ha sbagliato molto poco nella scelta dei giocatori e anche meno nei rapporti con tecnici e società. La prosecuzione del connubio appare dunque scontata.

Diverso il discorso Vivarini. Il tecnico nell’ultima settimana è stato piuttosto freddo nelle dichiarazioni pubbliche sul futuro e a quanto pare non si è mai aperto neanche con il presidente. Difficile che tra Vivarini e Campitelli possa esserci un problema di soldi: dai 50mila euro più premi che il tecnico guadagna attualmente il patron potrebbe arrivare a 80-90mila euro e Vivarini, a meno che non abbia offerte da grossi club, dovrebbe accontentarsi. I problemi potrebbero essere altri. Il presidente è uno che ogni tanto entra nelle questioni tecniche e in questa stagione lo ha fatto alla grande subito prima del cambio di modulo. Il passaggio al 5-3-2, rivelatosi determinante per trovare la quadra, è sembrato più subìto che scelto da Vivarini, che resta un accanito fautore del 4-4-2, mentre ora Campitelli parla già della squadra della B impostata con lo stesso sistema di gioco che ha fruttato la promozione.

C’è da parlare, si vedrà. Intanto, alcune linee-guida della campagna acquisti per la B sono già tracciate. Il Teramo conserverà quasi tutti i titolari di quest’anno e punta a sostituire quelli che nella stagione appena conclusa erano in panchina con altri sette-otto titolari. L’obiettivo, insomma, è avere il vantaggio di non smantellare un gruppo rodato e nello stesso tempo potenziarne la qualità, garantendo al tecnico – chiunque egli sarà – delle alternative valide in tutti i ruoli. Ad esempio, il Teramo avrebbe già messo le mani su un paio di attaccanti che il presidente definisce «forti forti» a prescindere dalla conferma o meno della coppia Donnarumma-Lapadula. Questa conferma, peraltro, è ritenuta fondamentale da tutti a Teramo. Campitelli è d’accordo che tenere due goleador che sembrano nati per giocare insieme sarebbe una base di partenza eccezionale, ed è pronto ad investire per questo. Ma non dipenderà solo da lui.

Nel frattempo il mondo economico di Teramo si muove intorno al Diavolo, invogliato dalla gigantesca opportunità promozionale offerta dalla B. Voci di corridoio danno Campitelli e i nuovi padroni della Tercas (il gruppo banca Popolare di Bari) impegnati in avviate trattative che porterebbero Tercas a tornare primo sponsor del Teramo, com’è stata ai tempi del presidente Nisii tra il 1985 e il 2005. Anche l’Hatria, grossa azienda di sanitari con stabilimento a Teramo, intende investire sul brand Teramo calcio. Insomma, movimento ce n’è. E c’è fermento anche nel pubblico, la cui base nelle ultime settimane si è allargata al punto che in società ci si prepara ad un’autentica corsa per gli abbonamenti. Le previsioni parlano di 2-3mila tessere.

Infine: a giorni dovrebbe esserci un’altra festa per la conquista per la B, che vedrebbe come scenario il vecchio stadio Comunale. Teramo non è ancora sazia di quest’impresa, neanche dopo due sabati di delirio collettivo.

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