Sport al chiuso fino al 3 aprile

Tutti gli eventi a qualsiasi livello si potranno svolgere soltanto senza la presenza dei tifosi
ROMA . Un mese di sport a porte chiuse. Dal calcio al basket, passando per il rugby e il tennis: in tutte le discipline si giocherà senza pubblico. Dopo il decreto del governo, il campionato di calcio può ripartire, ma senza tifosi negli stadi fino al prossimo mese. La soluzione, ancorché parziale, dell'ingorgo del calendario arriva con la decisione del governo di fermare l'afflusso del pubblico negli stadi fino al 3 aprile. Ma resta la conflittualità in Lega A, e l’ad dell’Inter Marotta propone «un'assemblea per ritrovare unità». Venti società in lite e un'emergenza che lascia poco spazio alla programmazione sono la tempesta perfetta per il calcio italiano, che cerca di rimettere in carreggiata una stagione a rischio deragliamento tra rinvii, sospensioni, ripicche. Dopo il tira e molla della scorsa giornata di serie A, dopo il rinvio in extremis a data da destinarsi delle due semifinali di coppa Italia (Juve-Milan e Napoli-Inter), con un calendario dalle difficoltà quasi esplosive, la Lega di A ha provato a riunirsi ieri a Roma per tracciare un programma di rientro. Operazione riuscita a metà, visto che l'assemblea è saltata per mancanza di numero legale.
I recuperi della serie A. Il consiglio ha invece ratificato un accordo tra i club, che prevede di riprendere dalle partite sospese facendo slittare un turno. Così, Juve-Inter ci sarà domenica sera e Milan-Genoa probabilmente alle 12,30, ma senza pubblico come tutte le altre partite da recuperare della 26ª che si giocheranno sempre tutte domenica.
Controlli su atleti e dirigenti. Dalla A ai dilettanti, le gare senza pubblico ci saranno in tutti i campionati, nessuno escluso. Tutte le gare si giocheranno a porte chiuse ma con obbligo per le società di controlli su atleti, tecnici e dirigenti per limitare il rischio di contagio.
Gli altri sport. Lo sport è nella tempesta del coronavirus, ma non c'è solo il calcio, con le sue liti e i suoi rinvii. Dal basket al rugby, tanti accettano le porte chiuse dei massimi tornei rinviando dove è possibile farlo, ma c'è chi rimane in forse come le finali di Coppa del mondo di sci a Cortina o chi si prepara ad annullare classici appuntamenti, come il ciclismo. Per quanto riguarda il tennis, per la sfida di domani e sabato a Cagliari tra Italia e Sud Corea, si giocherà a porte chiuse, pronti i rimborsi per i tre mila biglietti venduti.
Tirreno-Adriatico verso il rinvio. Nel ciclismo alcune grandi classiche sono a rischio. Ieri Rcs Sport ha annunciato il rinvio della Strade Bianche di domenica, con partenza e arrivo a Siena. A forte rischio il normale svolgimento della Tirreno-Adriatico (11-17 marzo fra Toscana e Marche) e la Milano-Sanremo (21 marzo tra Lombardia e Liguria).
Nello sci, invece, Cortina aspetta dal 18 al 22 marzo le finali di Coppa del Mondo, con Federica Brignone in lizza per tutte le specialità e per la coppa generale. La Federazione internazionale si è data fino alla giornata di domani come deadline per decidere se annullare, come chiesto da Austria e Usa, o far disputare a porte chiuse. Ora la strada sembra tracciata.
Nel rugby, poi, la federazione in un primo momento aveva deciso di fare 4 gare a porte a chiuse e 2 a porte aperte. Adesso, però, anche le altre due partite, inizialmente a porte aperte, e saranno senza pubblico.
Nel basket, il presidente della Fip, Gianni Petrucci, è stato chiaro: «Non c'è più tempo, se serve si gioca la A a porte chiuse». E così deve essere. Ma per il derby con il Brescia, il Varese è intenzionato a chiedere il rinvio della partita. Infine la scherma, che ha rinviata a data da destinarsi le qualificazioni per gli Assoluti giovanili che era in programma a Terni dal 13 al 15 marzo.
Angelo Caradonna

