Squadra “sparita”: ora è da rifondare

20 Dicembre 2016

di ANTONIO DE LEONARDIS Dai e dai il Pescara è arrivato a toccare il fondo. Ultimo in classifica, contestatissimo dai tifosi, come non succedeva da anni, insulti pesanti al presidente e, per la prima...

di ANTONIO DE LEONARDIS

Dai e dai il Pescara è arrivato a toccare il fondo. Ultimo in classifica, contestatissimo dai tifosi, come non succedeva da anni, insulti pesanti al presidente e, per la prima volta da quando siede sulla panchina biancazzurra, pure a Massimo Oddo. Una squadra che praticamente non c'è più, spazzata via da una serie incredibile di sconfitte ma soprattutto di rovesci pesanti. Il Pescara che a giugno conquistava in maniera trionfale la serie A, e che, soltanto quattro mesi fa, dava spettacolo contro il Napoli e l'Inter scatenando l'entusiasmo della tifoseria, è soltanto un lontanissimo ricordo, oggi si ritrova solo, derelitto, senza certezze, decisamente smarrito di fronte a una situazione che è eufemistico considerare particolarmente difficile. Una squadra che si è buttata via di settimana in settimana, a cominciare da quel 31 agosto che segnava la chiusura del calcio-mercato. Il mancato arrivo di un difensore centrale e di una punta che potessero completare l'organico di partenza, è stato il primo campanello d'allarme che Oddo ha comunque trovato il modo di mascherare, inventandosi Caprari centravanti nella gara di Coppa che anticipava il campionato. Quella squadra, nonostante il buco lasciato dalle partenze di Torreira e Lapadula, giocava comunque a memoria, senza complessi e con certezze che andavano anche di là delle sue reali possibilità, raccogliendo comunque meno di quanto in effetti meritasse. L'unico colpo di fortuna il successo a tavolino col Sassuolo, dopo una gara peraltro giocata a buon livello; poi un logorio lento ma continuo tra episodi sfortunati e carenze strutturali che man mano minavano fiducia, credibilità, convinzione. La partita-chiave, probabilmente, quella strapersa con l'Empoli. Era il primo match-salvezza, il tonfo è stato rovinoso, mettendo a nudo le carenze di un organico fragile e privo di alternative valide per provare a rimettersi in piedi. Il Pescara che aveva illuso tutti (compreso chi scrive), è praticamente uscito di scena ed è sparito domenica contro il Bologna. Ai limiti tecnici, che certo erano presenti anche in avvio di stagione, si sono aggiunti quelli mentali, ora è una squadra che va a picco alla prima avversità e che non è assolutamente in grado di provare a reagire. Servirebbe una terapia di gruppo più che allenamenti per provare schemi, soluzioni tattiche ed esperimenti, illudersi che possa rispuntare all'improvviso il Pescara spensierato, sbarazzino, capace di giocare a testa alta contro tutti è pura utopia. Quella squadra non c'è più, per provare a cambiare rotta va rifondata da cima a fondo, ovviamente con l'aiuto di un mercato che società e tecnico devono affrontare con idee chiare, come se fosse un nuovo campionato. Ovviamente potrebbe non bastare, ma certo è d'obbligo provarci.

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