Stivaletta e Leonetti salvano una Vastese distratta

I biancorossi tornano al successo all’Aragona ribaltando il fanalino di coda Castelfidardo Il ds De Filippis: «Sapevamo che sarebbe stata dura, ma contava soltanto vincere»
VASTO. Questa volta il pronostico della vigilia è stato rispettato ed i tre punti sono andati alla squadra favorita. La Vastese li ha conquistati al termine di una partita più complicata del previsto, soprattutto per colpa di un primo tempo che definire disastroso è poco. Squadra lunga, senza ritmo e senza intensità nel corso di 45' di gioco da dimenticare. Il contrario di quello che aveva predicato Montani alla vigilia, chiedendo a tutti di non sottovalutare l’undici marchigiano. Poi, nella ripresa, le cose sono cambiate e la Vastese è riuscita a sbarazzarsi del fanalino di coda Castelfidardo. Ci sono volute due prodezze, la prima di Stivaletta, la seconda di Leonetti. «Sapevamo che non sarebbe stato facile», ha tagliato corto il diesse Pino De Filippis visto che il tecnico Fabio Montani non si è presentato in sala stampa, «ma contro il Castelfidardo contava solo vincere. Il mercato? Non è chiuso». Grazie a questi tre punti i biancorossi hanno allungato in classifica e sperano, nelle prossime due gare prima della sosta natalizia (domenica ad Avezzano ed il 23 dicembre, all’Aragona, contro l’Agnonese) di chiudere l’anno del migliore dei modi. Certo, bisognerà giocare meglio del primo tempo di ieri. In caso contrario sarà durissima. Poi, quello che succederà nel 2019 non è facilmente pronosticabile anche se, dopo gli ultimi innesti di mercato, la società si augura che la squadra riesca a risalire la china e a piazzarsi a ridosso delle prime. Cosa che spera anche Montani: il tecnico biancorosso sa che si gioca molto da qui a giugno. Se la sua Vastese riuscirà a cambiare marcia gli sarà affidato anche il progetto del prossimo anno, con una squadra tutta sua. Ieri la partita è stata equilibrata perché il Castelfidardo, al di là di quelli che sono i suoi cronici limiti strutturali, non ha pensato solo a difendersi e, quando ha potuto, seppur in rare circostanze, ha provato a fare male alla retroguardia biancorossa. Dopo 8’ Leonetti ha provato a sbloccare il risultato dalla lunga distanza, ma l’estremo difensore ospite si è fatto trovare pronto. Per la Vastese non è stata una partita facile come non lo sono mai quando una squadra ha la necessità di vincere a tutti i costi. E ieri la squadra del presidente Franco Bolami era in queste condizioni con l’aggravante di aver perso anche il pubblico dell’Aragona che, da qualche settimana a questa parte, sembra non voler perdonare più nulla a tutti i giocatori, nessuno escluso, fischiati al primo errore. Montani ha schierato i suoi con il consolidato 4-3-3. Tra i nuovi arrivi subito in campo Sbardella al centro della difesa e Capellupo a centrocampo. Dalla parte opposta un Castelfidardo tutto corsa con quattro difensori, tre in mediana e Calabrese dietro la coppia di attaccanti formata da Rivi e Petrarulo. Al 25’ ospiti vicini al gol grazie ad una penetrazione di Calabrese sulla quale si è opposto con efficacia Selva. Al 35’ gli ospiti sono passati in vantaggio grazie ad una invenzione di Calabrese, bravo a sorprendere dalla lunga distanza l’estremo difensore della Vastese, non esente da responsabilità. Nel primo tempo la squadra di Montani ha sfiorato il gol con Palestini e Shiba. Nella ripresa il tecnico ha lasciato negli spogliatoi D’Alessandro e ha gettato nella mischia Stivaletta. La Vastese ha provato a chiudere il Castelfidardo nella propria area di rigore. Sbardella non è fortunato su un colpo di testa al pari di Shiba. In entrambe le circostanze il portiere ospite si è superato. Al 17’ è arrivato il pari, firmato da Stivaletta, di testa, su azione di calcio d’angolo. Poi la prodezza del solito Leonetti, bravo ad infilarsi nell'area avversaria e a fulminare Barbato.
Gaetano Quagliarella
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