Stop al campionato Pierich: giusto così andava fatto prima

10 Marzo 2020

Il capitano degli Sharks: «Noi giocatori avevamo pensato anche allo sciopero, ma non abbiamo tutele sui contratti»

ROSETO. E così alla fine ci si è finalmente arrivati: ieri pomeriggio, il Coni, insieme a tutti i presidenti federali, ha sospeso tutte le attività sportive a ogni livello fino al prossimo 3 aprile: si ferma insomma anche tutta la pallacanestro italiana ad ogni livello, dal Minibasket alla serie A. Del resto era oramai impossibile continuare a giocar partite a macchia di leopardo, in un contesto dove anche gli stessi giocatori temevano, giustamente, per la propria incolumità: basti pensare alla disposizione del metro di distanza da mantenere, per capire in un solo secondo come questa non sia in nessun modo compatibile con uno sport come il basket.
«Siamo preoccupati, inutile nasconderlo», ha detto Simone Pierich, capitano della Sapori Veri Roseto, «è stato un errore non aver dato subito un segnale univoco fermando tutte le partite, dando invece la possibilità alle società di decidere se giocare o meno, con i risultati che si son visti». Prosegue il capitano biancazzurro: «Abbiamo in questi giorni creato una chat tra noi capitani di tutte le squadre per tenerci aggiornati e dove, almeno fino a sabato, ci siamo confrontati con sincera preoccupazione: avevamo anche pensato di fare uno sciopero, ma alla fine abbiamo desistito. Purtroppo la verità è che nel nostro sport noi come giocatori contiamo ancora troppo poco, ed ogni azione intrapresa avrebbe potuto essere solo fonte di problemi, ad esempio per quanto riguarda le tutele, poche in realtà, che abbiamo sui nostri contratti di lavoro».
Quindi, visto che sarebbe stata una lotta inutile, avevate deciso di andare avanti: «Di certo nessuno di noi vuole andare ad uno scontro in questi giorni così difficili per tutti noi italiani», spiega Pierich. «Per questo abbiamo deciso di proseguire, anche se in fondo l’avevamo già capito che quella giocata domenica scorsa sarebbe stata l’ultima partita prima dell’auspicato stop totale».
Pierich, dopo il match di Ferrara, è tornato direttamente a casa sua a Forlì che ad oggi è praticamente circondata dalla zona rossa: «Penso che da oggi vedremo partire un po’ di stranieri dai nostri campionati, soprattutto gli americani: li capisco, sono ragazzi e uomini che hanno le loro famiglie lontano, ma che rischiano anche di finire bloccati dalle quarantene. Per il resto adesso non ci resta che aspettare di sapere cosa faremo: nel frattempo sto a casa mia e continuerò le cure alla mia schiena facendo gli esercizi nel giardino, ovviamente tenendo il telefonino al mio fianco», dice Pierich che poi conclude: «La sensazione, però, è che questo campionato sia oramai svuotato di qualunque valore sportivo, viste le brutte notizie di cronaca giornaliere. Che dire, speriamo solo di poter ricominciare con serenità e soprattutto in salute. Per il resto si vedrà».
Marco Rapone
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