Sup e surf, ripartono gli sport in mare

L’istruttore Papa: attività sicure da praticare perché si lavora da soli
PESCARA. Sport in mare: avanti tutta. Dal nuoto al surf, dal sup (tavola con la pagaia) al windsurf fino al kitesurf (tavola trainata da un aquilone) e al wakebord (sport tra lo sci d'acqua e lo snowboard), si profila l'anno del boom delle attività sportive all'aperto, meglio ancora se al sole e nell'acqua del mare o del lago, per tenere lontano il coronavirus. E cosa ci può essere di meglio in questa regione che possiede una lunga fascia costiera che si affaccia sull'Adriatico? Già esistono diversi centri federali abilitati all'insegnamento di questi sport, ma anche chi già è attrezzato può svolgere tranquillamente e privatamente le attività sportive in maniera individuale.
Le uniche discipline acquatiche che devono sottostare a maggiori limitazioni per il contenimento del contagio e l'abbassamento della curva epidemiologica sono quelle che riguardano equipaggi composti da più atleti. Premesso, come da decreto, che “lo sport è un bisogno primario” occorre sciogliere gli ultimi dubbi sulla possibilità di praticare sport acquatici, soprattutto da parte dei giovani. «Praticare sport piuttosto che stare fermi in spiaggia a parlare e fare assembramento è più che auspicabile», spiega Andrea Papa, istruttore federale di windsurf Fiv IX Zona Abruzzo e Molise presso il centro “SurfingSportPescara” e già allenatore per dieci anni della squadra giovanile nazionale di questa disciplina, «anzi in alcuni paesi come Spagna, Francia e Portogallo nelle spiagge svetta il cartello con scritto Non si può stare fermi, fai attività”. Per cui conviene sfruttare le caratteristiche della nostra regione e fare sport in sicurezza, vivendo in maniera sana, visto che sole e mare possono allontanare il virus, a quanto pare».
Già nella mente di molti sportivi si profila il progetto estivo di nuotate in solitario, almeno in attesa che le piscine abbiano le carte in regola per riaprire in sicurezza.
Il mare a questo punto, sempre agendo con consapevolezza e tenendo le giuste distanze, resta un'ottima via per riprendersi il proprio equilibrio psicofisico. «Penso che il Covid 19», continua Papa, «ci abbia dato modo di tornare alle cose vere, al contatto con la natura. Surf, sup, windsurf e kitesurf sono gli sport riconosciuti come più sicuri da praticare perché sono attività concepite singole e la distanza in mare è da sempre quella di sicurezza. A seconda del vento più o meno forte qui si possono praticare tutte, persino il surf, e l'una è propedeutica all'altra. Infatti già da ieri la scuola è ripartita e si riaprono i corsi: non servono attrezzature né scarpe particolari, né occorrono per forza spogliatoi». (c.s.)

