Taborre fermato per un farmaco non ancora in commercio

PESCARA. L’Androni-Sidermec è stata sospesa per un mese (agosto) dall’Uci in applicazione del regolamento antipoding in vigore dal gennaio scorso. Il team del ds Gianni Savio paga la sospensione...
PESCARA.
L’Androni-Sidermec è stata sospesa per un mese (agosto) dall’Uci in applicazione del regolamento antipoding in vigore dal gennaio scorso.
Il team del ds Gianni Savio paga la sospensione dei due corridori Fabio Taborre (nella foto), di Pescara, e Davide Apollonio, molisano. Entrambi fermati perché trovati non negativi ai controlli effettuati fuori competizione. L’Androni-Sidermec ha fatto sapere che farà causa ai due corridori per danno di immagine. Ma nelle ultime ore è emerso un particolare: il farmaco per il quale è stato trovato non negativo a un recente controllo antidoping Fabio Taborre sarebbe ancora in fase di test clinico, quindi teoricamente inaccessibile. Indicata con la sigla FG-4592, la sostanza ancora in sviluppo da parte di AstraZeneca e FibroGen è stata trovata anche nel sangue di un altro corridore, il cileno Carlos Oyarzun, espulso dai Giochi Panamericani.
Secondo un servizio giornalistico apparso sul New York Times, è allo studio per l’impiego contro l’anemia, e ha come effetto l’aumento dei globuli rossi nel sangue, praticamente lo stesso dell’Epo.
La molecola è ancora nella fase 3 della sperimentazione e non è ancora sul mercato. Le indagini del Coni saranno indirizzate a capire chi ha fornito la sostanza al 30enne corridore abruzzese che in carriera ha vinto tre gare da professionista. E che nell’ultima edizione del trofeo Matteotti si è piazzato al 23° posto. “L’incidente di percorso” di Taborre è solo l’ultimo di una serie che ha coinvolto i corridori più conosciuti in Abruzzo: in precedenza, Matteo Rabottini è stato squalificato per due anni e Danilo Di Luca è stato, addirittura, radiato.
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