Taccone, Moser, Di Luca... Tutte le stelle del Matteotti

Nell’albo d’oro della classica pescarese tanti campioni. Gimondi vinse nel 1970 e nel 2005 l’ultima vittoria di un corridore abruzzese con il pescarese Marzoli
PESCARA . Il Trofeo Matteotti, storia di una classica del ciclismo che quest'anno spegne le 74 candeline. Era il 1° maggio del 1945 quando il corridore veneto Mario Ricci, con la maglia della Legnano, superò il toscano Sergio Maggini e il romagnolo Glauco Servadei aggiudicandosi la prima edizione. Da quel giorno il Matteotti di strada ne ha fatta tanta, tra momenti di grande splendore e anni difficili. La corsa pescarese ha avuto un rilancio sotto la presidenza di Daniele Sebastiani (che nel 2017 ha raccolto il testimone dell'UC Fernando Perna da Renato Ricci) e il supporto, tra gli altri, del direttore tecnico Stefano Giuliani e di una figura storica come il segretario Dino Renzetti. Grazie all'impegno di Fulvio Perna e di altri dirigenti dell'Uc Fernando Perna la corsa nacque con l'intento di diffondere, dalle strade abruzzesi, un messaggio di pace e di libertà dopo la Seconda guerra mondiale. Fu deciso di intitolarla a Giacomo Matteotti, statista italiano barbaramente ucciso a Roma dai fascisti nel 1924.
VITTORIE E NUMERI. Tanti i nomi di prestigio nell'albo d'oro del Matteotti, che nel 1947 vide ai nastri di partenza anche il "Campionissimo" Fausto Coppi. Da Gino Bartali, vincitore nel 1946, a Felice Gimondi (1970) passando per il belga Roger De Vlaeminck, il "signore delle classiche" (quattro Parigi-Roubaix e tre Milano-Sanremo al suo attivo) che si impose al Matteotti nel 1973 battendo gli italiani Marino Basso e Pierino Gavazzi. L'elenco dei successi importanti continua con Franco Bitossi (1974), Moreno Argentin (1982), il danese Rolf Sorensen (1994), Gianni Bugno (1995), il belga Frank Vandenbroucke (1997) e Paolo Bettini (2008). A vincerla più di una volta sono stati in sette: Francesco Moser (nel 1975, 1976 e 1978), Giuseppe Minardi (1949 e 1955), Pierino Baffi (1962 e 1963), Guido De Rosso (1964 e 1965), Wilmo Francioni (1971 e 1977), Francesco Casagrande (1998 e 1999) e Filippo Pozzato (2003 e 2007). Le vittorie italiane, dopo i tre trionfi di fila firmati da Davide Ballerini (2018), Matteo Trentin (2019) e Valerio Conti (2020), sono 59 mentre le vittorie straniere sono 14. Tra gli stranieri comandano i danesi e gli svizzeri. Il Matteotti ha ospitato il campionato italiano di ciclismo professionistico nel 1965, nel 1975 e nel 1995 incoronando, rispettivamente, Michele Dancelli, Francesco Moser e Gianni Bugno. Per ben 6 volte il vincitore del Matteotti si è poi laureato campione del mondo successivamente: è stato il caso di Ercole Baldini, Marino Basso, Gimondi, Moser, Argentin e Bugno.
I SUCCESSI ABRUZZESI. Vito Taccone, Danilo Di Luca e Ruggero Marzoli sono finora gli unici corridori abruzzesi ad essersi aggiudicati il Trofeo Matteotti. Il 24 luglio 1966 Vito Taccone vinse l'edizione numero 21 precedendo Gimondi e il trevigiano Durante. Fu l'ultimo acuto importante della carriera del Camoscio d'Abruzzo. A distanza di 38 anni, Il 4 luglio 2004, Di Luca (in maglia Saeco) si aggiudicò il Matteotti battendo Bossoni Camenzind. Marzoli, portacolori dell'Acqua&Sapone, vinse invece l'edizione numero 60, disputata il 3 luglio 2005, davanti al varesino Bailetti e all'umbro Baliani. Tra gli abruzzesi c'è stato chi ha soltanto sfiorato il successo sulle strade di casa: nel 1982 e nell'85 Palmiro Masciarelli si piazzò al secondo posto alle spalle, rispettivamente, di Argentin e Gavazzi; Stefano Giuliani è arrivato due volte al terzo posto, nel 1984 (vittoria dell'australiano Wilson) e nel 90 (vinse Chiesa davanti al compianto Franco Ballerini). Il pinetese Alessandro Spezialetti, nel 2003, fu battuto da Pozzato mentre nel 2012 il pescarese Fabio Taborre (scomparso domenica scorsa) dovette accontentarsi della terza piazza alle spalle del genovese De Negri e dello sloveno Kump. Taborre è l'ultimo abruzzese ad essere salito sul podio del Matteotti.
Gaetano Lombardino
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