Talento e gol, Pompetti pedina fondamentale dei biancazzurri

PESCARA. Un gol da consegnare alla cineteca del calcio. Il gioiello di Marco Pompetti contro l’Entella è un mix di istinto, tecnica e freddezza. Sull’imbeccata di Michael De Marchi, controllo con il...
PESCARA. Un gol da consegnare alla cineteca del calcio. Il gioiello di Marco Pompetti contro l’Entella è un mix di istinto, tecnica e freddezza. Sull’imbeccata di Michael De Marchi, controllo con il petto, due finte splendide, avversari fuori causa e il meraviglioso colpo sotto con il sinistro che non lascia scampo al portiere. Una magìa impossibile da vedere in serie C, rarissima nei campionati maggiori. Un saggio di classe da parte del centrocampista pescarese che ha altri due anni di contratto con l’Inter ed è tornato in prestito al club dove è cresciuto. «Vado all’Inter per realizzare il mio sogno», disse nel 2017 prima di lasciare l’Abruzzo, «simpatizzo da sempre per i nerazzurri, ma nel mio cuore il Pescara è sempre al primo posto».
Così, dopo i successi con la Primavera interista e le esperienze con Pisa e Cavese, l’estate scorsa si è presentata l’occasione di tornare nel club della sua città. E Marco non se l’è lasciata scappare. Nonostante il 3-4-3 non esalti le sue caratteristiche, il 21enne si è calato nel modulo di Auteri, ha assimilato i movimenti e dimostrato di poter essere preziosissimo anche in un centrocampo a due. Lui, playmaker abituato ad agire tra due mezze ali, se la sta cavando in modo egregio. E forse non è un caso che con Pompetti in campo la squadra abbia una media nettamente superiore rispetto a quando non c’è. Nelle quattro le gare giocate dal talento pescarese il Pescara ha raccolto 8 punti (media 2 a partita), quando è stato assente ne sono arrivati 5 in quattro match (media 1,25). Appare chiaro, la presenza di Marco è diventata indispensabile. (g.t.)

