TANTI INTERROGATIVI SENZA UNA RISPOSTA
Al peggio non c'è limite, ormai andare all'Adriatico è diventata una sofferenza infinita. Ci mette molto l'avversario di turno che gioca più che altro a calci, superando abbondantemente la soglia...
Al peggio non c'è limite, ormai andare all'Adriatico è diventata una sofferenza infinita. Ci mette molto l'avversario di turno che gioca più che altro a calci, superando abbondantemente la soglia della decenza (è stato il caso dell'Avellino), contribuisce parecchio il direttore di gara con decisioni assurde e sviste clamorose, fa poco o niente per far salire di tono l'inguardabile spettacolo il Pescara che, tenendo palla per quasi tutto il match, riesce a mettere insieme appena un paio di tiri in porta, magari frutto di prodezze individuali (nella circostanza la splendida rovesciata di Maniero). Che sabato, per la prima volta in questa indecifrabile stagione la squadra biancazzurra sia riuscita a cogliere il terzo risultato utile consecutivo mi sembra un dettaglio del tutto trascurabile. La verità è che la partita con gli irpini è stata preparata male e gestita peggio.
C'era proprio bisogno di cominciarla con quattro difensori centrali schierati davanti ad Aresti pur sapendo che dall'altra parte ci sarebbe stato un avversario pronto solo a fare barricate? Che senso ha rinunciare a Zampano perché in non perfette condizioni fisiche per poi buttarlo nella mischia dopo appena tre minuti per l'infortunio di Bunoza? Perché tener fuori Vitturini, centrale pure lui ma che in coppa e a Vercelli aveva dimostrato ampiamente di sapersi ben adattare al ruolo di esterno? E' forse un modo per non bruciarlo quello di metterlo dentro nel momento più difficile della partita? Perché il ragazzino, oltretutto, e non una punta (magari Pasquato) vista anche la superiorità numerica? Perché per tutto il primo tempo l'azione offensiva è partita quasi sistematicamente da Pesoli e Salamon, ignorando del tutto Memushaj e Pires cui, secondo logica di ruolo, doveva spettare il compito di impostare il gioco?
Perché tenere in campo per ottanta minuti un Bjarnason del tutto inutile ed evanescente? Perché Da Silva, mattatore il sabato prima come punta centrale (2 gol e un assist in un quarto d'ora) schierato solo quando la partita era agli sgoccioli e per di più in posizione del tutto defilata? Perché -ed è questa forse la domanda-chiave- sono stati ignorati del tutto i segnali positivi (per la corsa, l'atteggiamento, la capacità di far gioco nella metà campo avversaria) che erano arrivati dalla gara di Vercelli? Se i giovani sono solo un optional con cui far fronte all'emergenza allora sta sbagliando tutto pure la società…
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