Tarquini: «Pronto a trascinare il Lanciano»

20 Agosto 2018

L’attaccante ha segnato un gol a partita nell’ultimo campionato: «L’anno scorso venivo da un anno fermo, ora sto meglio»

LANCIANO. Le cinque amichevoli precampionato del Lanciano hanno dato un’indicazione chiara: il posto al centro dell’attacco è di Alessandro Tarquini, lancianese classe 1989, cresciuto nella Virtus e tornato l’anno scorso in rossonero dopo cinque anni. Tarquini ha chiuso l’ultimo campionato di Prima categoria con 25 reti in 25 presenze: praticamente un gol a partita, nonostante abbia dovuto fare i conti con qualche acciacco che non gli ha permesso di giocare con continuità. Alla vigilia del torneo di Promozione, le cose sembrano andare bene dal punto di vista fisico, come spiega lo stesso Tarquini. «Sicuramente sto molto meglio rispetto all’estate scorsa, quando venivo da quasi un anno fermo», dice l’attaccante frentano, «l’ultimo campionato mi è servito molto per rimettermi in forma e durante la preparazione ne ho avvertito i benefici». La stagione è alle porte: domenica prossima si comincia con la Coppa Italia e il 9 settembre con il campionato. Questo Lanciano è all’altezza delle aspettative dei tifosi? «Grossomodo siamo rimasti gli stessi: lo scheletro è quello del gruppo della Prima, che era costituito da una rosa costruita per vincere la Promozione, e già era forte per la categoria nella quale siamo oggi. Rispetto ad allora abbiamo però qualcosa in più, perché abbiamo avuto modo di conoscerci bene e l’organico è stato arricchito da buoni innesti». Sono arrivati La Selva, Verna e qualche fuoriquota: hanno alzato il livello della squadra? «Sì, perché sono giocatori adeguati non solo per questo ma anche per altre categorie, che poi è la prospettiva con la quale ragiona la società». Il precampionato ha messo in mostra un Lanciano pronto ad affrontare chiunque. «È stato così anche l’anno scorso, quando abbiamo giocato partite con formazioni di serie superiore in estate o durante il periodo natalizio. Fa piacere fare bella figura con club di D o di Eccellenza, ma il campionato è tutta un’altra cosa: dobbiamo restare con i piedi per terra e non esaltarci per le prestazioni positive contro avversari che sulla carta dovrebbero essere proibitivi». In Promozione quali pensa possano essere i vostri principali rivali per la vittoria finale? «Ci sono diverse squadre competitive e ben allestite, ma io sono dell’idea che dobbiamo fare lo stesso discorso che abbiamo sempre fatto nella stagione precedente, e cioè pensare a noi stessi e a lavorare per costruire domenica dopo domenica quello che serve per raggiungere l’obiettivo che ci siamo prefissati. Il primo avversario restiamo noi stessi, poi vengono gli altri». L’anno scorso 25 gol non sono bastati per il titolo di capocannoniere: Tarquini ci riprova? «È una cosa che fa sempre piacere, ma non è lo scopo principale per il quale scendo in campo: è un di più che se viene è bene, ma che resta in secondo piano». Nelle amichevoli è stato schierato sempre al centro del tridente, mentre nella stagione scorsa ha spesso giocato esterno: si trova meglio così? «Io nasco come punta centrale e perciò mi sento più a mio agio al centro dell’attacco. Ma è il mister che decide la formazione migliore e io mi adatto volentieri alle scelte che sono più utili alla squadra». Fra un anno vedremo Tarquini ancora in rossonero in Eccellenza? «È una categoria che ho fatto e che ho anche avuto occasione di vincere, ed è quella dove vorrei tornare. Ma per ora penso solo al presente, anche se è chiaro che questa è una squadra allestita per arrivare lì, e soprattutto per essere competitiva in Eccellenza».
Andrea Rapino
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