Tavecchio-Abodi, l’ago della bilancia è Ulivieri?

Il presidente uscente contro l’uomo che ha rilanciato la serie B appoggiato da Gravina (Lega Pro)
Carlo Tavecchio non mancherà all'appuntamento elettorale. In questi due anni ci ha talmente preso gusto che ha già riproposto la candidatura per guidare la federcalcio per il prossimo quadriennio olimpico. Si voterà il 6 marzo all'hotel Hilton di Roma.
E il suo antagonista, a meno di colpi di scena, sarà Andrea Abodi, il presidente della Lega B, 57 anni il prossimo 7 marzo, romano, l'uomo che ha rilanciato la serie B a livello di immagine e di introiti. Se fosse una sfida improntata sulle capacità manageriali e di comunicazione vincerebbe Abodi a mani basse. Se fosse un duello basato sulla politica la spunterebbe Tavecchio. Che in questi due anni ha avuto il merito di intrecciare buone relazioni internazionali sostenendo i successi di Infantino alla Fifa e di Ceferin all'Uefa. In più ha "mandato" la Cristillin alla Fifa e Uva all'Uefa.
Le carte in tavola. Tavecchio, 74 anni da compiere, gode dell'appoggio della Lega Nazionale dilettanti da dove proviene e dove ha "sistemato" Cosimo Sibilia presidente. L'appoggio dei dilettanti vale il 32% al quale si potrebbe aggiungere il sostegno della Lega di A (16%). A differenza di due anni fa, non può più contare sull'appoggio della Lega Pro (17%). Nel 2014 c'era Macalli a sostenerlo, adesso Gabriele Gravina la pensa diversamente. Gravina ha battuto Macalli alle elezioni del dicembre 2015 che era sostenuto da Lotito. Lo stesso presidente della Lazio è uno dei grani elettori di Tavecchio e quindi le strade non si possono incontrare. Gravina in cambio di attenzioni sulla Lega Pro è disposto ad aiutare Abodi. Che parte dal suo 5%, quello della Lega B, e dovrebbe assicurarsi anche il 20% dell'Aic, l'associazione calciatori, che con Tavecchio non ha feeling.
Così facendo, l'ago della bilancia potrebbe essere l'associazione allenatori. Renzo Ulivieri, il suo presidente, due anni fa era dalla parte di Albertini, sconfitto da Tavecchio. Che ora lo sta corteggiando neanche fosse una bella donna. Gli sta promettendo di tutto e di più in termini di assistenza al mondo degli allenatori. E Ulivieri da quello che è dato sapere sta barcollando.
I prossimi appuntamenti. Oggi è in programma l'assemblea della Lega B che dovrebbe sancire ufficialmente l'inizio della campagna elettorale di Abodi. Domani l'Aiac, l'associazione allenatori, dovrebbe dare indicazione di voto a Ulivieri; il 16 febbraio toccherà alla Lega Pro pronunciarsi. Poi, sarà lotta all'ultimo voto. Per quanto riguarda la Lega A, in linea di massima dovrebbe appoggiare Tavecchio, ma ci sono delle sacche di resistenza. Bisognerà vedere se la Juve, ad esempio, confermerà il suo ravvedimento su Tavecchio: due anni fa Agnelli lo ha osteggiato, qualche mese fa lo ha lodato. E poi ci sono Inter, Roma e Fiorentina che non vedono l'ora di uscire dalla morsa di Galliani e Lotito. Che di fatto comandano la Lega A, la quale comunque deve rinnovare i suoi vertici prima di votare per la Figc. L'ultima volta Maurizio Beretta è rimasto presidente per mancanza di rivali. E ora prima Galliani e poi Veltroni hanno detto che non sono interessati alla partita. La prossima settimana se ne potrebbe capire qualcosa in più. Ovviamente, in Lega A il primo obiettivo è quello di incentivare i ricavi sui diritti televisivi che garantiscono poco più di un miliardo di euro l'anno. E il prossimo presidente dovrà gestire il bando dei diritti tv per il 2018-2021 in cui si punta a far lievitare gli introiti per i diritti all'estero. Quindi, si tratta di una partita molto delicata.
Alla finestra. Giochi e giochini si svolgono all'ombra del Coni, del suo presidente, potentissimo, Giovanni Malagò. Che sta lavorando per evitare fratture dolorose e spargimenti di sangue. Tutti cercano il suo gradimento, anche perché avere il suo appoggio oggi significa essere ben visto anche dal ministro dello sport Luca Lotti, braccio destro di Matteo Renzi, che osserva le grandi manovre dall'alto. Nessuna ingerenza, per carità. Ma difficilmente chi si andrà a sedere sulla poltrona di presidente della Figc gli sarà indigesto. Ecco perché, al di là delle parole, delle dichiarazioni e dei programmi, conterà molto il lavoro dietro le quinte.
@roccocoletti1
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