Tecnologia in campo l’idea del Lanciano in Figc

Abodi: il progetto dei Maio sugli “Assistenti in tribuna” consegnato a Tavecchio La proposta della società frentana finirà sul tavolo dell’International Board (Ifab)
LANCIANO. Parte da Lanciano, dalla Virtus, quella che potrebbe essere una vera rivoluzione nel mondo del calcio. Ovvero l’introduzione dell’uso delle tecnologie per aiutare gli arbitri quando ci sono situazioni, che per una serie di variabili, sfuggono ad una valutazione precisa ma sono determinanti ai fini del risultato. Ad esempio un rigore non concesso, un’espulsione, un gol-non gol.
Un progetto in tal senso la Virtus lo ha già redatto in estate, da un’idea del patron Franco Maio, elaborata in collaborazione con la Wemblegg Company che cura gli aspetti tecnologici della società, e il dirigente degli arbitri Alessandro Italiani. Ma la vera novità è che il progetto ha fatto passi in avanti. Da gigante. È già stato analizzato in Lega, dal presidente Andrea Abodi, che a sua volta lo ha girato a Tavecchio.
«Per noi è inevitabile l’uso della tecnologia nel calcio, bisogna solo stabilire quando si userà», ha detto Abodi presente allo stadio Biondi domenica «e il progetto degli assistenti di tribuna presentato dai Maio è davvero valido. L’ho già presentato al presidente Tavecchio, che contatterà Franco Maio per delle precisazioni. Questo perché è solo Tavecchio che potrà poi a sua volta portare all’assemblea dell'International Football Association Board (Ifab) – dopo la squalifica di sei mesi? – l'unico ente che può modificare le regole del calcio, i progetti che riterrà più validi». L’Ifab è lo stesso ente che ha bocciato la moviola in campo ai Mondiali, ammettendo come unica tecnologia quella per determinare se la palla è entrata in rete. «Faccio i complimenti ai Maio», ha detto Abodi, «a questa società che giovane, in soli tre anni, è impegnata in progetti che vogliono far migliorare il calcio; dalle infrastrutture (vedi il nuovo stadio, ndc) al gioco. C’è bisogno di società del genere per avere un calcio migliore». Un bel complimento per la Virtus che quindi potrebbe essere la progenitrice di un progetto che, magari con le dovute rettifiche, potrebbe in un certo senso cambiare il mondo del calcio. Cambiare, non snaturare. Il progetto “Assistenti di tribuna” prevede la presenza di due ex arbitri che, seguendo la partita attraverso un sistema di monitor capace di fornire tutte le angolazioni di ripresa, saranno in grado, in un tempo molto breve (circa 20 secondi), di informare il giudice di gara su quanto realmente accaduto. Informarlo su episodi che potrebbero cambiare il risultato della gara: gol-non gol, rigore, espulsione, falli di reazione che, per una serie di motivi, possono sfuggire all’occhio umano, ma non a quello tecnologico se piazzato al punto giusto. «Si tratta di pochi episodi», dice Saverio Trapasso della Wembbleg, «statisticamente 3-4 a partita, quindi il gioco non viene spezzettato. Poi sono valutazioni veloci comunicate dagli assistenti attraverso gli strumenti auricolari già in uso allo staff di supporto degli arbitri. Che potranno solo fornire all’arbitro elementi oggettivi, utili a determinare il giudizio finale, senza metterne in alcun modo in discussione la centralità nel processo decisionale. In caso di difficoltà infatti l’ultima decisione spetterebbe all’arbitro». Ci sono però già delle precisazioni da fare. Ad esempio: chi chiede di rivedere l’azione dubbia? L’arbitro o le squadre? E poi: chi sosterrà le spese – perché l’operazione non è certo a costo zero – visto che le società dovranno anche sobbarcarsi oneri in più come la sicurezza negli stadi? E, infine: sarà solo per la serie A o anche per la B?
Teresa Di Rocco
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