Tentativo Di Gaudio, ma la rosa va sfoltita

Sono 38 i calciatori sotto contratto: ecco chi può andare via
PESCARA. Qualche rinforzo di spessore, ma anche tante cessioni. Nelle ultime tre settimane di mercato i dirigenti del Pescara saranno impegnati su entrambi i fronti. Da un lato c’è l’esigenza di consegnare a Luciano Zauri (almeno) un esterno offensivo, una mezzala, un difensore centrale e, forse, un terzino sinistro. Dall’altro la società ha la necessità di sfoltire una rosa che resta numerosa. Fino a ieri, il Delfino aveva 39 calciatori sotto contratto, un numero sceso a quota 38 dopo l’ufficialità della partenza di Cristian Bunino direzione Padova (serie C). Il centravanti scuola Juventus è passato al club veneto in prestito con diritto di riscatto. Tra gli esterni il Pescara, dopo il no della Fiorentina per Riccardo Sottil, il prescelto è Antonio Di Gaudio del Verona. Ieri nuovo affondo del presidente Daniele Sebastiani che nei prossimi giorni cercherà di trovare l’intesa con il club scaligero. Per il pagamento dell’ingaggio servirà il contributo del Verona (Di Gaudio guadagna 500.000 euro), sulla formula del trasferimento non dovrebbero esserci problemi: si lavora per un prestito con obbligo di riscatto in caso di promozione in serie A. Tra i centrocampisti, si valutano Luca Valzania dell’Atalanta, Luca Mazzitelli del Sassuolo, Jacopo Segre del Torino e gli juventini Grigoris Kastanos e Simone Muratore. In difesa, piacciono Kastriot Dermaku del Parma, Alessandro Buongiorno del Torino, Pietro Beruatto della Juve e Nicola Falasco del Perugia. Ieri c’è stato anche un sondaggio per il 19enne Matteo Gabbia del Milan. Tutti discorsi da approfondire dopo Ferragosto.
Con la partenza di Bunino, a Zauri restano dieci attaccanti. Quattro punte centrali (Riccardo Maniero, Matteo Brunori Sandri, Marco Tumminello e il baby Borrelli, che farà la spola tra la prima squadra e la Primavera di Nicola Legrottaglie) e altrettanti esterni (Cristian Galano, Andrea Cisco, Andrea Di Grazia e Manuel Marras, con quest’ultimo in uscita). Poi ci sono Luca Forte e Simone Mancini, in attesa di una nuova sistemazione. Scenario simile, più o meno, a centrocampo, dove figurano undici elementi. Tra questi, resteranno agli ordini dell’allenatore Ledian Memushaj, Luca Palmiero, Luca Crecco, Alessandro Bruno e Massimiliano Busellato, oltre a Ivaylo Chochev e Filippo Melegoni che devono smaltire i rispettivi infortuni e saranno arruolabili a stagione in corso (indicativamente, a novembre l’ex palermitano, a ottobre Melegoni). In bilico la posizione di Moussa Ndiaye, rientrato a Pescara dopo il prestito al Fano, in partenza Simone Tascone e Ransford Selasi. Infine, c’è da sciogliere il dubbio relativo a Willy Ta Bi. Il 19enne centrocampista senegalese di proprietà dell’Atalanta è tornato a Bergamo dopo l’infortunio e il Pescara resta in attesa di conoscere la prognosi definitiva. Si parla di uno stop di due-tre mesi e se la previsione venisse confermata bisognerebbe tornare sul mercato per sostituirlo. Nessuna criticità tra i portieri con il neo capitano Vincenzo Fiorillo, Elhan Kastrati e Simone Farelli i pali biancazzurri appaiono blindati. Più complessa la situazione in difesa, il reparto più corposo che conta ben quattordici calciatori: i centrali Davide Bettella, Gennaro Scognamiglio, Edgar Elizalde, Alessandro Celli, Hugo Campagnaro e il 19enne Andrea Marafini, che ha svolto la preparazione con i “grandi”, ma giocherà con la Primavera. Cinque sono i terzini: Matteo Ciofani, Antonio Balzano, Gabriele Zappa, Cristiano Del Grosso, Davide Vitturini. In più c’è Christian Ventola, un jolly prezioso che può essere impiegato anche a centrocampo. La versatilità del 22enne ex Teramo potrebbe risultare determinante ai fini della sua permanenza. Infine, altri due esuberi, Michele Fornasier e Ibrahima Diallo. Il primo è oggetto di una trattativa con il Perugia che coinvolge il terzino sinistro biancorosso Nicola Falasco, mentre il secondo nei prossimi giorni potrebbe rescindere il contratto con il Delfino. Insomma, fino allo stop al mercato (2 settembre) non ci sarà da annoiarsi.
Giovanni Tontodonati
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