Teramo, a Lucca un altro tonfo

Illusorio il vantaggio di Moreo: i toscani pareggiano subito e prendono il largo nella ripresa
LUCCA. La priorità era quella di invertire il trend esterno. L’impresa, se così la si può definire, non è riuscita nemmeno a Lucca, dove i padroni di casa s’impongono per 3-1 meritando appieno un successo che condanna il Teramo all’ennesima disfatta in trasferta. Numeri impietosi che continuano a condannare gli abruzzesi. Numeri che, se non saranno “aggiustati”, costringeranno il Teramo a lottare per evitare la retrocessione.
La gara contro la Lucchese non era di certo difficilissima ma l’atteggiamento, sempre poco propositivo quando si va a giocare fuori casa, ha ancora una volta reso tutto più semplice per gli avversari. Che nemmeno stavano vivendo un momento felicissimo ma perlomeno hanno dimostrato di voler provare a fare la partita. La rinuncia del Teramo (messo in campo con un 3-5-2 che si trasformava in fase difensiva ad un 5-3-2) a giocare palla trova pieno consenso in una Lucchese ordinata, capace d’attendere e di aspettare per trovare il momento giusto ma comunque sprecona (al 22’ pericolosa mischia nell’area piccola, il Teramo ne esce in qualche modo). La squadra di Vivarini sembra non avere altra arma all’infuori del contropiede, ma anche le ripartenze non riescono a mostrarsi micidiali vista la poca propensione dell’intera squadra a seguire le poche discese che il Teramo si ritrova ad effettuare. Nello studio effettuato dalle due squadre – impaurite dalla classifica e da un’altra eventuale sconfitta che complicherebbe ancor di più il tutto – riesce ad emergere solo la volontà della Lucchese. Che però sbatte contro un muro eretto dal Teramo, che quando vuole riesce anche a far vedere di poter impensierire i padroni di casa (Petrella l’unico vero protagonista nella prima mezz’ora, con due conclusioni che però non hanno fortuna). L’improvvisa fiammata che sembra possa consegnare le chiavi del match al Teramo è firmata da Moreo: contropiede fulminante di Cenciarelli, l’attaccante supera in dribbling Espeche e segna un gran gol (44’). Il tempo di tornare a centrocampo però che la Lucchese pareggia subito i conti e torna negli spogliatoi con il pari siglato da Fanucchi, che dalla distanza, complice un rimbalzo che inganna Tonti, vanifica l’unica azione degna di nota del Teramo.
Lo shock degli abruzzesi per l’immediato aggancio continua ad aleggiare sulle loro teste: il Teramo incassa il colpo e di ritorno dagli spogliatoi è costretto a subire lo svantaggio. La partecipazione di D’Orazio nel pasticcio che porta al calcio di rigore è evidente ed anche un po’ imbarazzante: il difensore potrebbe spazzare ma si rende protagonista di un dubbio improvviso che, nel cuore dell’area di rigore, lo porta poi a sbagliare il tempo dell’intervento su Monacizzo (a sua volta, però, entrato con la gamba tesa). Dal dischetto trasforma Terrani e stravolgere il copione diventa a questo punto impossibile per il Teramo. Le praterie lasciate dalla Lucchese quando provava a fare la partita scompaiono improvvisamente. Pozzebon – in campo da soli sei minuti – cala il tris su assist da sinistra di Nolè (64’) e certifica la crisi del Teramo. A nulla serve il disperato assalto alla porta di De Masi. Petrella e Moreo sono gli unici ad impensierire la retroguardia avversaria, allo scadere Moreo (parata coi piedi di De Masi) sfiora il 3-2.
Il Teramo è la seconda peggior squadra fuori casa, con la seconda peggior difesa. Urgono cambiamenti.
Simone Matteucci

