Teramo a picco, i play off sono a rischio

9 Marzo 2020

La Virtus Francavilla domina il primo tempo e merita il vantaggio, non basta ai biancorossi una ripresa all’assalto

TERAMO. La terza sconfitta di fila in casa senza segnare neanche un gol è un pugno nello stomaco. Dice che la squadra invece di migliorare è peggiorata, dice che l’obiettivo minimo stagionale dell’ingresso nei playoff è a forte rischio. Ancor più surreale del Bonolis vuoto è stato il primo tempo della partita di ieri, nel quale la Virtus Francavilla ha fatto polpette di un Teramo imbarazzante. Potevano andare all’intervallo con due-tre reti di vantaggio, i pugliesi; invece di gol ne hanno fatto uno solo e questo ha permesso al Teramo di restare in partita e inseguire invano il pareggio in un secondo tempo che, se non altro, è stato completamente diverso dal primo. Alla fine, quel gol di Vazquez è comunque bastato alla Virtus per vincere e portarsi a un solo punto dall’ottavo posto del Teramo. Che sente il fiato sul collo anche dell’Avellino, mentre si avvicina a -3 la Casertana (prossima avversaria in trasferta). E occhio alla Cavese: se battesse oggi il Potenza, sarebbe anch’essa a -1 dal Diavolo.
È stato davvero un povero Diavolo, quello del primo tempo di ieri. Il disastro potrebbe anche avere un’origine tattica, perché la scelta di Di Mascio di aggiungere un difensore e mettersi a specchio della Virtus con il 3-5-2 (come fece Tedino all’andata) si è rivelata fallimentare. Ma, in verità, l’interpretazione della partita da parte di quasi tutti i biancorossi è stata terribilmente carente: errori tecnici a go-go, duelli individuali quasi tutti persi, seconde palle lasciate in serie agli avversari. A Trocini è bastato chiedere alla mezzala destra Di Cosmo di appiccicarsi ad Arrigoni in fase di non possesso per impedire al Teramo di manovrare con un minimo di raziocinio. Dopo un paio di avvisaglie e una rete annullata per (dubbio) fuorigioco, il gol pugliese è arrivato al 26’ su un calcio d’angolo regalato da Cancellotti: l’attaccante argentino Vazquez ha colpito di testa in tranquillità, a ennesima conferma di un difetto antico dei biancorossi sui calci fermi. Reazione del Teramo? Nessuna. Anzi, la Virtus ha sfiorato il raddoppio con Sperandeo (fuori) e ancora con Vazquez (miracolo di Tomei).
Nella ripresa Di Mascio ha lasciato tutto invariato per sette minuti, poi ha messo Birligea vicino a Magnaghi arretrando Bombagi a mezzala e Mungo a centromediano. Il Teramo, strigliato dal presidente Iachini negli spogliatoi, è rientrato subito con più determinazione ed ha avanzato il baricentro ma una vera svolta sul campo è arrivata solo dopo il 13’, minuto dell’ingresso di Cappa e del passaggio a un 4-4-2 che in realtà era un 4-2-4. Bombagi messo all’ala sinistra ha cominciato finalmente a giocare e al 15’ dal limite ha costretto Poluzzi alla gran parata. È stato l’inizio di un bombardamento della porta ospite: ci hanno provato Birligea di testa (fuori), Florio a giro (Poluzzi ha deviato), ancora Bombagi da fuori e su punizione (altre parate), Cristini di testa (fuori) e, a ridosso del 90’, due volte in un minuto Cappa con tiri di sinistro insidiosi, entrambi sventati in volo da un portiere che, alla fine, è stato il migliore dei suoi.
Un dato fa impressione: nelle ultime sei partite il Teramo ha segnato solo due gol, al Rieti. Come dire che nella gestione Di Mascio il difetto di incisività che c’era prima si è addirittura aggravato. Di questo passo, nei playoff non si entra.
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