Teramo battuto ma è finalmente salvo

29 Aprile 2019

La certezza matematica arriva dopo una prova generosa e sfortunata: il Diavolo tiene testa alla Triestina fino alla fine 

TRIESTE. La salvezza ora è matematica, i playoff restano un obiettivo possibile ma molto meno probabile di una settimana fa. La sconfitta di Trieste non è del tutto indolore, perché allontana la possibilità di centrare l’undicesimo posto; tuttavia al fischio finale delle gare di ieri il Teramo era salvo con il conforto dei numeri, dunque l’obiettivo primario stagionale è stato centrato. E non è affatto poco, dopo le precedenti due stagioni vissute con il cuore in gola fino all’ultimo respiro.
Un abbaglio arbitrale e due errori difensivi. Così è maturato il ko sul campo della Triestina. Il 3 a 2 finale, tuttavia, non rende onore a una prestazione gagliarda, tonica, portata nel finale ai limiti dell’esasperazione agonistica (da censura il fallo di Spighi che quasi spacca il ginocchio a Granoche), di sicuro indicatrice di squadra in salute e consapevole dei propri mezzi, che s’è conquistata con sudore e grande spirito tattico il prossimo campionato di Lega Pro. L’approccio alla gara è subito intenso. Il Teramo ha gamba e personalità per non schiacciarsi, per non temere una Triestina dai mezzi tecnici decisamente superiori. E allora fa pressing alto fin dal principio, lavorando con un baricentro alto e con le mezzali Spinozzi e De Grazia sempre pronte a seguire la prima pressione portata da Infantino e Sparacello. Ciò consente alla formazione abruzzese di non finire in inferiorità numerica sulle fasce che la Trriestina cerca di battere costantemente con i tagli dentro il campo di Petrella e Beccaro e le conseguenti sovrapposizioni di Formiconi e Frascatore. Più che una partita di calcio, l’inizio sembra un ring di lotta che tuttavia l’arbitro fa fatica a gestire al 13’ quando per un contatto dubbio (se non inesistente) tra Polak e Costantino concede penalty ai friuliani: Granoche dagli undici metri spiazza Pacini. La sensazione d’ingiustizia anima con ardore la reazione del Teramo, che già al 16’ potrebbe pareggiare, ma De Grazia – liberato da Sparacello – spara centralmente e permette a Offredi di respingere. L’aggressività resta alta e la Triestina fatica ad uscire dal guscio. Il pari matura al minuto 26: corner di De Grazia, sponda di Sparacello per Fiordaliso che arriva in tuffo sul secondo palo e buca Offredi. La Triestina sembra scossa, non riesce a liberare le sue bocche di fuoco, rinviene al 34’ con un siluro di Frascatore dai 35 metri, ma ritrova il vantaggio quasi inaspettatamente al 36’ quando la difesa teramana si sfilaccia su un lancio di Maracchi e il destro centrale di Costantino passa sotto le gambe di Pacini. Una mazzata per la squadra di Maurizi, che si trasforma in trauma al 44’ quando l’ex Petrella prima spara sulla traversa con un bolide dal limite, poi infila all’angolino raccogliendo palla sulla ribattuta a difesa teramana completamente immobile.
La ripresa diventa chiaramente difficile, pure perché la Triestina rincula e chiude tutti i varchi. Ma il Teramo non molla mai e Maurizi coi cambi passa al 4-2-4 che aumenta il potenziale offensivo. Ci provano Proietti e Armeno. Poi al 90’ la gara s’incendia per un fallaccio di Spighi (espulso) su Granoche. Il gioco resta fermo per tre minuti e alla ripresa Proietti accorcia con una gran penetrazione conclusa in rete con deviazione decisiva di Malomo. Al fotofinish un siluro di Caidi sfiora il palo, mancando un pari che avrebbe reso giustizia all’ottima prova del Teramo.
Roberto Piccoli