Teramo, corsa contro il tempo per la D 

Il sindaco D’Alberto entro il 10 vorrebbe chiudere il bando della Figc. Ma il club dei Ciaccia fa ricorso al Consiglio di Stato

TERAMO. L’iscrizione del Teramo calcio in serie D: è questo l’obiettivo perseguito dal sindaco Gianguido D’Alberto dopo la pronuncia del Tar che ha rigettato l’ultimo ricorso per la riammissione della squadra biancorossa in serie C, anche se ieri sera l’attuale compagine societaria guidata dal gruppo Ciaccia ha deciso di fare il ricorso al Consiglio di Stato. Cinque-sei giorni per tentare di salvare la stagione calcistica seppur in una categoria inferiore rispetto a quella giocata negli ultimi anni attraverso la pubblicazione ieri nell’albo pretorio del Comune di un bando per raccogliere manifestazioni di interesse al fine di scegliere il progetto sportivo sostenibile, solido, trasparente, dignitoso che garantisca continuità e prospettiva.
L’iter. Progetto che verrà poi sottoposto alla Federazione Italiana Gioco Calcio a cui spetta la decisione. Una procedura rapida che deve sfidare l’avversario tempo: il campionato di serie D, come l’Eccellenza, inizia il 4 settembre, il calciomercato chiude il 30 agosto e dopo la presentazione del progetto la Federazione si prenderà qualche giorno per dare l’ultima parola. Un cammino intrapreso da D’Alberto dopo poche ore dalla pronuncia dell’organo di giustizia amministrativa per rilanciare la squadra cittadina e che segue il proprio corso rispetto a quello intrapreso dalla società biancorossa di impugnare la sentenza di rigetto del Tar e ricorrere al Consiglio di Stato, che dovrebbe pronunciarsi il 25 agosto. «Abbiamo appreso la decisione del Tar con tristezza e rammarico, ma è giusto che si attuassero tutte le procedure affinchè il Teramo giocasse nella categoria che si era meritato», ha detto ieri il sindaco nella conferenza stampa in municipio. «Ora si apre il bando e la fase delle interlocuzioni che ci spinge tutti a trovare una soluzione che garantisca continuità nel rispetto della dignità del calcio teramano e grazie alla leale collaborazione con la Figc che valuterà in modo puntuale la bontà del progetto».
Il precedente e gli scenari. Una procedura utilizzata anche dal Catania aperta alle società e associazioni sportive che abbiano tutte le condizioni di legittimità giuridica e sostenibilità economico-finanziaria con preclusione dei soggetti legati al Teramo calcio negli ultimi cinque anni. «L’esclusione dalla serie C è una ferita per la quale ognuno deve assumersi la propria responsabilità», ha proseguito il primo cittadino, «e chi si avvicina ora al calcio teramano deve farlo con dignità garantendo costanza e investimenti ed evitando che nella stagione 2023/2024 ci troviamo di nuovo nella stessa situazione. Il nostro è un segnale chiaro a livello istituzionale e valuteremo il progetto migliore applicando il principio di discrezionalità tecnica».
La commissione. Il sindaco sarà affiancato da una commissione di merito con presidente Gianni Gebbia, che ebbe negli anni ‘90 il ruolo di super partes nella cessione del Teramo calcio alla famiglia Malavolta, e altri membri che ancora non sono noti. «Ringrazio per essere stato scelto in questo cammino difficile per la città», ha spiegato l’avvocato Gebbia «L’attività di sollecitazione del sindaco è rivolta a tutto il territorio provinciale senza preclusioni e seguendo i parametri perché è necessario reperire risorse che possano garantire il futuro del calcio cittadino: minimo 300mila euro che la Federazione può stabilire anche in importi superiori, 70mila euro di iscrizione al campionato, i costi di gestione corrente per l’utilizzo delle strutture e quelli del torneo. Ma il tutto deve guardare al territorio!».
Adele Di Feliciantonio