Teramo distratto, festa Verona nel finale

19 Novembre 2018

I biancorossi si spengono nell’ultimo quarto d’ora e prendono due reti. Per il Diavolo un punto nelle ultime tre gare

VERONA. Qualcosa s’è sgonfiato. E le premonizioni di Maurizi alla vigilia («Non sottovalutiamo la Vecomp») si materializzano. Il Teramo perde 2 a 0, incassa due reti per la terza partita di fila, ritorna a guardarsi le spalle (un punto nelle ultime tre gare) dopo l’avvio strepitoso della nuova gestione tecnica. A decidere l’incontro due ripartenze nell’ultimo quarto d’ora di gara e soprattutto la scarsa incisività teramana dentro una partita dominata sul piano tattico e del fraseggio per almeno un’ora.
Maurizi, evidentemente allarmato dalle sbavature difensive dell’ultimo periodo, chiede al centrocampo di essere più stretto e collegato alla difesa e preferisce ancora una volta Fiordaliso a Mastrilli per una maggiore copertura del fronte sinistro. Ne viene fuori un avvio di gara inevitabilmente bloccato perché dall’altro lato la Vecomp Verona – ultima in classifica – vive di grossi timori e bada principalmente alla compattezza: N’Zé e Maccarone sono vicinissimi per marcare praticamente ad uomo Barbuti, nessuno dei due mediani (Danieli e Casarotto) attacca gli spazi e Grandolfo – servito spesso col lancio lungo – finisce nella morsa dei giganti Caidi e Speranza.
Non proprio un bel vedere i primi 15 minuti. Ma servono al Teramo per recuperare certezze e gradualmente prendere le misure per arrivare allo sviluppo di un gioco più rapido e profondo. La scossa la dà Barbuti al 14’, pescando con un perfetto lob De Grazia: la mezz’ala mancina calcola perfettamente i tempi d’inserimento, ma da ottima posizione strozza il tiro e grazia Giacomel. L’unico pericolo si chiama Mimmo Danti, che al 16’ affonda da sinistra e con un velenoso tiro-cross chiama Pacini ( alla difficile smanacciata. Ma è solo un affondo improvvisato quello dei veneti. Nulla di ragionato. Ed il merito è del Teramo, che cresce grazie alla regia lucidissima di Proietti, ai movimenti interlinea di Bacio ed alla ricerca frequente di superiorità a destra con le sgroppate di Ventola.
Al 27’ veloce trama al limite dell’area veronese per liberare il destro di Bacio: troppo centrale per fare male al portiere.
Sul fronte opposto da segnalare soltanto una nuova fiammata di Danti (38’), mentre la superiorità abruzzese si manifesta ancora al 38’ ed al 42’ (prima Ventola, poi Barbuti non inquadrano lo specchio della porta).
A voler trovare il chiodo nell’ingranaggio è la mancanza di incisività nell’ultimo passaggio. Difetto che supera Barbuti in apertura di ripresa con un super assist che libera Bacio quasi all’altezza del dischetto: la conclusione del furetto napoletano, però, trova l’opposizione in corner di Giacomel. Fresco ha l’intuizione per svoltare: Lavagnoli a sinistra, Danti ala e Manarin quasi seconda punta. Improvvisamente il Teramo va in affanno. Maurizi avverte il pericolo ed opera quattro cambi in otto minuti, provando sia a blindare l’asse destro che a dare energia al reparto offensivo. Ma al 33’ saltano le chiusure preventive e con un perfetto contropiede avviato da Grandolfo e rifnito da Danti, la Vecomp passa con un destro all’incrocio di Manarin. Dopo il gol quasi non si gioca più. Ed in pieno recupero, con gli schemi saltati, il neo entrato Grbac di punta trova il raddoppio, approfittando di una difesa teramana ormai inesistente. (r.s.)