Teramo finisce in bocca alla Lupa

22 Febbraio 2016

Un rigore di Fofana stende i biancorossi nella trasferta di Aprilia: prestazione sottotono

APRILIA. Meritata – e chissà, forse, servirà da lezione – la sconfitta che il Teramo incassa contro la Lupa Roma. Un ko di misura (1-0) deciso a venti minuti dal termine da un rigore trasformato da Fofana dopo che il Teramo, nelle fasi precedenti, non aveva mai dato l’impressione di avere una fisionomia ben precisa o perlomeno un’idea di gioco che potesse sbloccare la situazione. Non sarebbe dovuta essere un’impresa e invece – al “Quinto Ricci” di Aprilia – la Lupa Roma continua a fare quello che le riesce meglio in un campionato sofferto: vincere in casa, senza entusiasmare, ma comunque senza mai soffrire.

L’unico pericolo che il Teramo è stato capace di creare è arrivato allo scadere, pochi istanti prima del triplice fischio, con la conclusione a giro di Cruciani che per poco non s’infilava sotto l’incrocio dei pali. S’è fermata sulla traversa, sul legno che non fa muovere la classifica che adesso è da guardare con gli occhi verso il basso. Sono solo quattro le lunghezze di vantaggio sulla zona play out. E c’è da preoccuparsi, da stropicciarsi gli occhi e risvegliarsi da un incubo che rischia di materializzarsi. Perché, se il rendimento esterno non dovesse subire un’inversione di rotta, il Teramo visto all’opera contro la Lupa Roma s’inguaierà un finale di stagione che in pochi avrebbero potuto immaginare così complicato. Intanto, Scipioni e Cruciani, entrambi ammoniti, saranno squalificati e salteranno la gara interna con la Maceratese.

LA PARTITA. C’è equilibrio, in campo, e soprattutto paura: Lupa Roma e Teramo sembra quasi che non vogliano farsi del male, s’aggrappano alle speranze delle pochissime trame che costruiscono senza però mai convincere appieno. Il pasticcio messo in atto da Sembroni e Anedda non è sfruttato da Forte che si lascia recuperare da Pasqualoni (6’). Sembra l’inizio di una gara divertente, magari con qualche strafalcione, e invece succede il contrario. Dopo lo spavento per il “rischio frittata”, la Lupa Roma inizia a entrare in partita usando la testa, senza mai sbilanciarsi troppo e lasciando le briciole al Teramo che si deve accontentare di uno sterile e improduttivo possesso palla. C’è confusione, c’è paura e c’è soprattutto la timidezza del Teramo che trova solo sull’out di sinistra la forza di spingere in sporadiche occasioni. Di Paolantonio prova a dare la scossa, a rinfrescare le idee con discese che potrebbero pur portare a situazioni interessanti ma Forte – non apparso lucidissimo in fase gol – anticipa il difensore per poi sparare alle stelle (32’). Manca Petrella e la sua assenza si nota e si fa sentire: è il calciatore più decisivo del Teramo, Vivarini ha provato a sopperire alla sua assenza con tutte le armi a disposizione senza però ottenere le risposte che magari si aspettava. Entrano tutti gli uomini del reparto avanzato, senza però che si vada a snaturare la coppia iniziale (formata da Le Noci e Forte) che non incide e delude parecchio. L’ingresso di Perrulli (al 17’, per un Belkaid che il Teramo aveva ben contenuto) inizia però a scombussolare la quiete della gara e, dopo le proteste per un fallo di mano in area di rigore di Perrotta (solo corner concesso dal direttore di gara, sugli sviluppi del quale Fofana fa le prove generali per il vantaggio mandando di poco alto sulla traversa, al 17’) la Lupa Roma si presenta sul dischetto per il fallo di Cruciani su Malaccari. Fofana non sbaglia, costringe Vivarini a altri due cambi che sanno d’assedio: dentro Moreo e Cecchini, con Cucciari che si copre con la freschezza di Losi. È testa bassa per il Teramo, un disperato tentativo di rimonta che va vicino a compiersi con il tiro di Cruciani che per poco non si fa perdonare, ma trova soltanto la traversa sulla sua strada (93’).

Marco Tersigni

©RIPRODUZIONE RISERVATA