Teramo, il colpo sfuma all’ultimo assalto

Un rigore di Bacio Terracino illude il Diavolo che viene acciuffato al 94’ da Maistrello dopo una gara senza sofferenze
RAVENNA. Si poteva partire col piede giusto, magari allontanandosi da quella penultima posizione che fa specie solo a guardarla. Invece il nuovo Teramo di Ottavio Palladini dimostra di avere il braccino corto già mostrato nella gestione dell’allenatore Antonino Asta e incassa il colpo della beffa al 94’. Una doccia gelida quella aperta da Maistrello sulla schiena dei calciatori del Teramo, che ormai si sentivano i tre punti in tasca e quella prima vittoria in trasferta che invece è ancora rimandata.
Sarebbe stata una vittoria magari non eccezionale e forse nemmeno stra-meritata, ma legittimata da un primo tempo di buonissima fattura da parte dei biancorossi. Nella prima frazione, infatti, il tecnico dei teramani avrà ricevuto senz’altro le risposte che voleva, soprattutto in riferimento al nuovo schieramento voluto da Palladini stesso.
Il 4-3-3 disegnato dall’ex allenatore della Sambenedettese è sicuramente una veste che si addice ai giocatori biancorossi, perché valorizza la qualità di Bacio Terracino – così come lo sarà per l’ultimo arrivato Sandomenico – e sfrutta gli inserimenti senza palla di De Grazia, Ilari e Varas, che si sono rivelati delle armi autentiche nei primi 45’.
Il Ravenna dal canto suo ci ha capito poco o nulla, forse perché non si aspettava un Teramo già subito così in palla col nuovo modulo di gioco.
Per quasi tutto il primo tempo i biancorossi del patron Campitelli sono stati stabilmente nella metà campo dei romagnoli, costruendo le migliori occasioni della partita.
In due occasioni (al 19’ e al 24’), il Ravenna sbanda. La prima azione è da applausi: lancio del difensore Nebil Caidi, sponda di Varas per Fratangelo e grande risposta di Venturi; la seconda, invece, nasce da un’iniziativa di Bacio Terracino che in diagonale chiama Venturi all’intervento. Quando i giallorossi credono di aver preso le misure al Teramo, ecco l’episodio che sblocca il match, con l’ingenuo Barzaghi che aggancia in area Fratangelo: dal dischetto Bacio Terracino è glaciale e spiazza il portiere. E in pieno recupero sarebbe potuto arrivare anche il raddoppio, cestinato da Ilari. Ciò che è da rivedere (ma lo sarebbe stato anche in caso di tre punti) è la condotta di gara tenuta da Amadio e compagni nella ripresa. È vero che il Ravenna si è risistemato negli spogliatoi, mettendosi col 4-3-3 e trovando in Maleh un funambolo niente male. È vero anche che è subentrata un po’ di fatica e non è che poi abbia rischiato così tanto il Teramo. Ma tenere la gara aperta fino alla fine, e poi averla sistematicamente pareggiata, è stato un suicidio che non deve più ripetersi per provare a centrare punti pesanti utilissimi per lasciare i bassifondi della classifica. Soprattutto in scontri diretti come quello dello stadio “Benelli”, contro un Ravenna alla ricerca della propria identità. Perché i romagnoli non è che abbiano fatto tantissimo nei secondi 45’, anzi. Si contano un sinistro dal limite di Maleh (8’), una conclusione di De Sena “offerta” dal difensore teramano Caidi e una conclusione sbilenca di Maistrello dopo una smanacciata del portiere biancorosso Calore.
Il tutto nei primi venti minuti. Palladini ha gestito i cambi senza strafare, gettando nella mischia l’ultimo acquisto Sandomenico alla mezz’ora. Proprio il folletto napoletano si è subito reso pericoloso con una folata delle sue sulla destra, mentre Barbuti ha mancato il 2-0 in contropiede. All’ultimo tentativo, scatta la trappola di Maistrello, che risolve una mischia beffando la difesa biancorossa e i tifosi del Teramo che nel settore ospiti hanno esposto uno striscione polemico diretto al patron Luciano Campitelli. C’era scritto: «Campitelli, l’unico cambio giusto che farai sarà quando te ne andrai».
Luca Marini

