Teramo, il gioco non c’è ma i tre punti sì

10 Ottobre 2019

Stavolta i biancorossi, a lungo messi sotto dalla modesta Sicula Leonzio, sono cinici: due reti con tre tiri in porta

TERAMO. Un Teramo con le idee annebbiate e le gambe molli lascia fare la partita alla Sicula Leonzio, aumentando la dose di sbigottita costernazione che già albergava nei cuori dei suoi tifosi. Però, stavolta, la partita la vince. E non è cosa di poco conto: anzi, visto come si stava mettendo il campionato, i tre punti di ieri sono puro ossigeno. La speranza è che la vittoria non illuda nessuno che il Teramo sia guarito, perché non lo è, e che dalla partita di ieri si traggano i dovuti insegnamenti.
Di sicuro qualcosa sta cambiando nella percezione che questa squadra ha di se stessa: ieri, a gara in corso, Tedino ha abiurato il sistema di gioco prediletto e per conservare il vantaggio – arrivato sul primo e unico tiro in porta del primo tempo – si è rifugiato in un 3-5-1-1 che sapeva di antico catenaccio e di sano pragmatismo. Chiudersi a bunker ha pagato e c’è scappato pure il 2-0. Il Teramo ha messo dentro due dei tre tiri scagliati nello specchio in 98 minuti. Come dire che stavolta il dio pallone, che in due occasioni (Rende e Viterbese) era stato molto avaro con i biancorossi, ha restituito qualcosa.
Vincere senza meritarlo ci sta, il calcio è così. Ci sta molto meno che nella prima mezz’ora abbondante il Teramo non abbia fatto neanche un tiro verso la porta ospite, giocando sotto ritmo in modo imbarazzante e lasciando il possesso palla alla Sicula Leonzio, che per fortuna non aveva forza d’urto anche per scelta (Grieco aveva messo un mediano, Sicurella, dietro l’unica punta). Allo scadere dei 45’, finalmente, il Diavolo ha fatto girare palla velocemente da sinistra a destra mandando al cross l’arrembante Cancellotti: Bombagi, fin lì anonimo, si è inserito alla perfezione e di testa ha bucato l’ex Nordi. L’1-0 dell’intervallo era un colpo di fortuna mica da niente, anche se subito dopo il gol si è fatto male il leader difensivo Cristini (problema muscolare da valutare), rilevato da Iotti. Nella ripresa il Teramo si è subito fatto mettere sotto dai siciliani, che avevano aggiunto un attaccante: in cinque minuti Tomei è dovuto volare a sventare una bomba di Sicurella e Lescano ha alzato da buona posizione. Tedino, allora, ha cambiato drasticamente buttando dentro il laterale difensivo Florio per una punta e rimettendo al suo posto il grande escluso Arrigoni (mal rimpiazzato, e non solo per colpe proprie, dall’ancora acerbo Viero). Il Teramo si è messo a cinque dietro con Cancellotti e Piacentini centrali ai lati di Iotti, mentre davanti Bombagi faceva da raccordo con il solitario Magnaghi. Dopo una punizione-bomba di Arrigoni alzata da Nordi (19’), l’unico tiro biancorosso degno di nota oltre ai gol, il Teramo ha trovato il 2-0 al 28’ con un break di Bombagi, che ha allargato a destra su Magnaghi: tiro in caduta (e conseguente crampo) del numero 9, palla nell’angolo lontano. Un gol bello e fortunato. La sofferenza non è finita qui: la Sicula, messa con il 3-4-1-2, ha continuato a spingere a pieno organico fino alla fine scagliando almeno quattro tiri verso Tomei, che ha dovuto deviare una girata di Vitale quasi dal fondo e – in pieno recupero – ricacciare (probabilmente oltre la linea) una conclusione ravvicinata di Lescano.
Sintesi finale: il Teramo risale in classifica, ma continua a peggiorare nel gioco. È tempo di dare una svolta o – visto il calendario – saranno dolori.
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