Teramo, il poker di vittorie è servito

4 Novembre 2019

Battuto il Bisceglie in modo più netto di quanto non dica il risultato, ora i biancorossi sono sesti a -5 dal secondo posto

TERAMO. Il Teramo mette un altro mattone nella costruzione della squadra di vertice che un giorno, forse, sarà. Vince con il minimo scarto e segna un solo gol, è vero, ma rispetto ai fuochi d’artificio e alle amnesie del rocambolesco match contro la Casertana progredisce nettamente nel controllo della partita e nella gestione del risultato. Ovvero: concede meno occasioni all’avversario di turno (che comunque, va sottolineato, non aveva le qualità della Casertana) e non smette mai di giocare il pallone e di creare le premesse per aumentare il vantaggio. Alla fine la quarta vittoria di fila è uno striminzito 1-0, ma poteva essere ben più larga perché, dopo aver meritatamente sbloccato la gara al termine di una fase di netta supremazia, il Teramo nella ripresa ha avuto sei-sette occasioni per raddoppiare, lasciandone una e mezza agli ospiti. Stavolta Tedino non ha avuto bisogno di cambiare sistema aggiungendo un difensore e già questo dice che si è sofferto molto meno, a dispetto della giornata un po’ così di un paio di mostri sacri (Costa Ferreira e Mungo). L’impressione è che la squadra possa ancora migliorare. Dovrà farlo perché sta per venire il bello, ovvero una serie di scontri di alta classifica.
L’avvio di partita, contro il Bisceglie, è un po’ incerto. Il Teramo fatica a prendere le misure a una squadra che a dispetto della disastrosa situazione societaria corre, lotta ed è messa bene in campo. I nerazzurri creano la prima palla-gol del match al 18’: Manicone scappa a Piacentini e crossa basso, Diallo tira alto da ottima posizione. Il Diavolo cresce, comincia a far girare la palla efficacemente, schiaccia gli ospiti e intorno alla mezz’ora comincia a fargli male. In sei minuti, tra il 30’ e il 36’, sono pericolosi Magnaghi (deviazione sottoporta fuori), Bombagi (sinistro di poco a lato), Arrigoni (bomba da 30 metri che si stampa sulla traversa) e Cristini (colpo di testa fuori). Il gol è nell’aria e lo confezionano Magnaghi, che difende palla da par suo sulla destra e crossa benissimo dal fondo, e Ilari, che con il solito perfetto tempismo nell’inserimento la sbatte dentro al volo di sinistro.
Pochesci prova a raddrizzare il match con due cambi dal 1’ della ripresa e il passaggio al 4-3-3 con Ebagua centravanti. Il Bisceglie ha una sfuriata iniziale che costringe il Teramo ad abbassarsi, ma stavolta le ripartenze biancorosse scattano puntuali e fruttano subito due palle propizie per Magnaghi e Mungo, che le sfruttano male. Al 12’ arriva l’unica amnesia difensiva del Teramo, che su angolo lascia Piccinni libero di saltare a due passi da Tomei: il portiere però accorcia bene la distanza e si oppone all’incornata. Mungo costringe Casadei a una gran parata al 20’, non arriva su un cross di Cancellotti al 22’, poi lascia spazio a Martignago. Un rasoterra dal limite di Zibert di poco fuori al 24’ è l’ultimo squillo offensivo degli ospiti, che nel finale si disuniscono. Il Teramo va vicino al 2-0 con Ilari di testa (fuori di poco) e con il secondo cambio Cianci, che al 43’ anticipa il portiere in uscita su un’imbucata di Costa Ferreira ma non trova la porta. I cinque minuti di recupero sembrano non finire mai, ma il Teramo regge.
D’obbligo, dopo tale striscia vincente, uno sguardo alla classifica. Il Teramo ora è sesto e davanti l’unica squadra lontana è la super Reggina (a 10 punti). Cominciare a puntare il secondo posto (a -5) non è presuntuoso. A patto di crescere, però.
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