Teramo, ora spuntano anche i debiti erariali Salvare la C sarà dura

3 Luglio 2022

Non c’è soltanto il problema dell’indice di liquidità: ecco perché la Covisoc ha respinto l’istanza del Diavolo

TERAMO. Sarà dura salvare la serie C. In casa Teramo ci si prepara alla battaglia legale da intraprendere dopo la bocciatura della domanda d'iscrizione da parte della Covisoc. Toccherà all'avvocato Cesare Di Cintio provare a ribaltare la difficile situazione presentando il ricorso entro mercoledì, 6 luglio, cioè due giorni prima del consiglio federale della Figc, durante il quale verranno annunciati i nomi delle squadre ammesse e escluse dal campionato. In caso di ulteriore bocciatura del consiglio federale il Teramo avrebbe la possibilità di ricorrere al Collegio di garanzia del Coni e poi, successivamente, al Tar. Nelle ultime ore sono emersi i dettagli del responso della Covisoc e, da quanto si legge, la situazione economico-finanziaria del club è pesante. L'analisi parte da lontano e va ben oltre il parametro non rispettato dell'indice di liquidità. Secondo la Commissione di vigilanza i biancorossi non hanno assolto al «ripianamento della carenza finanziaria di 975.490 euro, risultante dall'indicatore di liquidità al 31 marzo 2022; deposito di una nuova relazione emessa dalla società di revisione, attestante l’avvenuto superamento delle condizioni che avevano determinato l'impossibilità di giungere a una conclusione sulla relazione semestrale al 31 dicembre 2021; deposito di una nuova relazione emessa dalla società di revisione, attestante l'avvenuto superamento delle condizioni che avevano determinato l'impossibilità di giungere ad una conclusione sulla situazione patrimoniale intermedia al 31 marzo 2022». Inoltre, in ragione dell'intervenuta decadenza delle procedure di pagamento rateale già in itinere, alla data perentoria del 22 giugno 2022 la società non ha adempiuto all'obbligo di pagamento dei seguenti debiti fiscali: Iva risultante dalle liquidazioni periodiche relative al primo e al secondo trimestre del periodo d'imposta 2019 e 2017; Iva dalle liquidazioni relative al primo, secondo, terzo e quarto trimestre del 2018; Iva dalla dichiarazione annuale relativa ai periodi d'imposta 2017 e 2016. «Nello specifico», si legge nel documento Covisoc inviato al Teramo, «è emerso che alla data del 22 giugno, per i menzionati debiti erariali (ad eccezione dell'Iva annuale 2017), pur avendo la società presentato il 20 giugno un'istanza di rateazione, il competente agente della riscossione non ha ancora fornito alcun riscontro né ha elaborato il rituale piano di ammortamento».
Il comunicato. Tra i tifosi c'è rabbia e delusione. Il Club Biancorosso Teramo ha emesso ieri un comunicato. Questi alcuni passaggi della lunga nota: «Quello che non doveva accadere è accaduto. Nel peggiore dei modi e con la ferma volontà di ferire. Non si comprendono altrimenti le gravi manchevolezze amministrative certificate dalla Covisoc. Omissioni che sanno di dolo. Come ci rimane difficile credere che chi ha acquistato, con tanto di valutazione, immaginiamo attenta, delle "carte", non sapesse di questa ulteriore e cronica mancanza. Nulla è stato detto per informare, nulla è stato fatto per sanare. La storia del Teramo scriverà di nuovo pagine intrise di tristezza, ma consegnerà il responsabile principale del misfatto, l'unico che poteva fare e non ha fatto, allo schifo perpetuo. Determinati "atti di amore" sarebbe stato opportuno manifestarli nel concreto e non con chiacchiere morte. Ad oggi non è dato sapere da quale categoria il nostro amato Diavolo tornerà ad emozionarci», conclude la nota, «ma una cosa è certa, non riteniamo possibile farlo al Bonolis. Quello stadio, fino a quando non tornerà nelle mani del legittimo proprietario (la Teramo calcio), dovrà essere evitato come la peste».
Gaetano Lombardino
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