Teramo, piccolo passo verso la meta

8 Aprile 2019

Il punto contro il Vicenza avvicina ma non archivia la salvezza. Conforta la buona prestazione dei biancorossi

TERAMO. Si potrebbe dire che questo pareggio non cambia nulla per il Teramo, e che lo lascia in un limbo (+4 sui playout, -2 dall’ultimo posto playoff) nel quale l’unica certezza è che manca una giornata in meno alla fine, dunque sono aumentate le probabilità di salvarsi senza code angoscianti. Vista però la prestazione di ieri, una delle migliori in casa dall’inizio della stagione, vale la pena essere ottimisti. Sembra che il Teramo di Maurizi abbia finalmente trovato un assetto solido e funzionale e soprattutto una condizione mentale e fisica che gli permette di gestire le partite, non più di alternare momenti di poesia a inquietanti blackout.
Il Vicenza visto ieri al Bonolis era avversario probante: squadra che gioca al calcio, ben piazzata in difesa e molto dinamica nel mezzo. Ma il Teramo le ha concesso poco o nulla, andando sotto in avvio di partita solo per un erroraccio del portiere Pacini e, per il resto, limitando al minimo sindacale la pericolosità offensiva dei veneti. I biancorossi di casa hanno anche attaccato, soprattutto nel primo tempo; e, taccuino alla mano, quasi tutti gli episodi da gol della partita sono dalla loro parte, compreso un rigore negato sullo 0-1. Insomma, se una volta tanto in riva al Tordino si è vista una partita di calcio piacevole molto del merito è del Diavolo.
Maurizi, senza De Grazia e con Infantino tornato disponibile, ha scelto il 3-5-2 e non il 3-5-1-1. Ha chiesto a Sparacello di muoversi su tutto il fronte e l’ex Reggina lo ha fatto alla grande, aprendo spazi ai compagni come al 6’, quando ha fatto filtrare in area Spighi, chiuso da Bizzotto a due passi dalla porta. Il problema del Teramo, come avvenuto con altre squadre schierate con il rombo a centrocampo, era la copertura sul trequartista avversario. E infatti, non a caso, è stato il “10” veneto Curcio a portare i suoi in vantaggio al 9’ raccogliendo una respinta difettosa di Caidi e avanzando nella terra di nessuno (Proietti dov’era?) per poi tirare da oltre 20 metri in modo non irresistibile, trovando il gol grazie a un rimbalzo maligno e all’incertezza di Pacini. Allo stesso Curcio è stato annullato lo 0-2 al 12’ per evidente fuorigioco di posizione di Guerra, poi (16’) il Bonolis è esploso in fiere proteste per un mani in area di Stevanin in duello con Infantino, che ha comunque tirato (fuori). Pacini si è riscattato in parte al 29’ su un maligno tiro-cross di Bianchi e, dal corner successivo, Proietti ha innescato con un gran lancio la ripartenza micidiale di Celli. L’esterno sinistro ha fatto trenta metri palla al piede e trovato, da fuori area, un sinistro chirurgico: palo-rete, 1-1. Il Teramo avrebbe potuto chiudere in vantaggio un primo tempo divertente e combattutissimo (lo dimostrano anche i cinque ammoniti) se Spinozzi non avesse ciabattato fuori un cross al bacio di Ventola al 37’.
Nell’intervallo Maurizi ha evidentemente valutato che i suoi dovevano badare al sodo più che cercare di vincere. Ha abbassato di 10-15 metri Sparacello e chiesto a Proietti di stare più bloccato per limitare Curcio. Il regista biancorosso lo ha fatto bene. La partita nella ripresa è stata molto meno bella e il Teramo più prudente. Ha lasciato l’iniziativa agli ospiti ma non si è mai chiuso, andando al tiro tre volte (con Celli centrale, Infantino e Armeno di poco fuori) e soprattutto rischiando quasi niente. L’inevitabile calo fisico di Sparacello, rilevato alla mezz’ora da un Zecca mai entrato in partita, si è sentito eccome. Ma la difesa del Diavolo ha retto anche quando il Vicenza ha messo forze fresche davanti. L’eccellente chiusura in area di Ventola su Giacomelli al 45’ è stata il sigillo su una buona prestazione collettiva. La meta appare vicina, la strada per raggiungerla sembra quella giusta.
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