Teramo, prima vittoria col batticuore

La squadra mostra luci e ombre: piacciono spirito garibaldino e corsa, male fase difensiva e gestione del vantaggio
TERAMO. Un Teramo garibaldino, che mostra pregi e difetti in egual misura, strappa la prima vittoria in campionato a un Ravenna che ha prodotto più occasioni da gol nitide rispetto ai biancorossi, ma rispetto a loro è stato meno cinico. Entrambe le squadre difensivamente hanno ballato in modo ingiustificabile e i cinque gol del match potevano essere anche di più. Tanta allegria non deve meravigliare, siamo ad inizio stagione: è chiaro che c’è molto da lavorare sugli equilibri.
L’avvio del Teramo è tambureggiante, un approccio notevole per intensità che produce tre calci d’angolo in cinque minuti e un colpo di testa di Ilari su cross di Ventola alzato dal portiere (4’). Che qualcosa non vada nella fase difensiva biancorossa si capisce però subito, visto che al 12’ Cenci non riesce a deviare in porta da due passi una palla lunga che sorprende la linea teramana. Il trascinatore del Diavolo è l’elettrico De Grazia, mediano-ovunque che al 22’ si butta su una palla che pareva morta e, approfittando dei tentennamenti della difesa ospite, la scaraventa dentro dal limite con un chirurgico sinistro rasoterra. Cinque minuti dopo, però, il potente nero Samb azzecca un tiro-bomba da almeno 25 metri che risulta imparabile per Calore: 1-1. Il Teramo continua ad attaccare soprattutto a sinistra, sull’asse Tulli-Ilari, ma senza pungere. Ci vuole l’ennesimo angolo e, dopo l’iniziale ribattuta e il secondo cross di Ventola, un gran gesto tecnico di capitan Speranza (stop di petto e botta di sinistro al volo in diagonale) per riportarsi in vantaggio al 35’. Prima del riposo il Ravenna sfiora il 2-2 con Maistrello di testa (fuori).
Se il primo tempo ha un suo pur sottile filo logico, nella ripresa si vede un calcio confuso e approssimativo con squadre lunghe e poco compatte che concedono occasioni anche senza soffrire una reale supremazia avversaria. Comincia ancora Maistrello (incornata fuori), poi il Ravenna passa al 4-3-3 inserendo la terza punta De Sena e arretrando il trequartista Selleri a mezzala. Il Teramo non riesce più a manovrare come nel primo tempo ma al 12’ ha la palla del 3-1: grande assist di Tulli per Bacio Terracino, colpo di testa troppo debole da pochi passi. Al 15’ e al 19’ il Ravenna va a un soffio dal 2-2 e in entrambe le occasioni appare incerto il pur promettente portiere Calore. Prima respinge male un tiro da fuori di De Sena ma per fortuna Cenci, arrivato solo soletto sulla ribattuta, spara alto; poi legge male un lancio lungo e si fa soffiare la palla da Maistrello che serve De Sena. Pare un gol fatto, ma la botta del ravennate è ricacciata in spaccata da Sant’Ivan Speranza proprio sulla linea.
Asta vede i suoi ballare troppo e ordina il 4-4-2, con Tulli al fianco di Foggia. Mossa giusta perché al 29’ proprio un filtrante di Tulli vede Foggia scattare sul filo del fuorigioco e guadagnarsi un rigore a dire il vero molto generoso: Venturini, lo stesso difensore che poco prima era sembrato spingere nettamente in area il centravanti, prende infatti la palla. Il Teramo, in pratica, si vede restituire il maltolto di Vicenza. Lo stesso Foggia va sul dischetto e freddamente timbra il 3-1, sbloccandosi. Tutto finito? Macchè. Il tempo di vedere Foggia fallire il 4-1 in spaccata (32’) e il Ravenna scheggia la traversa con un colpo di testa su calcio piazzato di De Sena, sempre lui (33’). Asta chiede una mano al guizzante Soumarè sostituendo un Bacio Terracino sottotono e il nuovo entrato si fa valere dando un assist a Ilari che da due passi devia fuori (37’). Lo stesso Ilari si è esibisce in uno slalom da applausi con botta però centrale (42’). Dietro il Teramo continua a ballare fino alla fine e infatti al 43’ arriva il 3-2 con De Sena, sfuggito a Ventola, su assist di Maistrello. Difesa, nell’occasione, imbarazzante. Un match che pareva chiuso rimane dunque vivo per sei lunghissimi minuti di recupero, giocati dal Teramo con il 5-3-2 (Pietrantonio al posto di Foggia).
Una vittoria così dice che la squadra ha spirito e gamba, ma anche che le mancano equilibrio e gestione della partita. Merita gli applausi presi a fine gara, ma deve lavorare e forse trovare soluzioni tattiche diverse.
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