Teramo sconfitto, ma la salvezza è certa

I biancorossi battuti ad Ancona si consolano con l’aritmetica permanenza nella categoria per l’undicesimo anno di fila
ancona m.2
TERAMO1
ANCONA MATELICA (4-3-3): Avella 5; Noce 6 (22’ st Tofanari 6), Bianconi 6 (22’ st Masetti 6), Iotti 6, Maurizii 6; Iannoni 6,5, Papa 6 (22’ st Gasperi 6), Delcarro 6; Rolfini 7, Faggioli 7, D'Eramo 5,5 (22’ st Sereni 5,5). A disp: Vitali, Sabattini, Vrioni, Ruani, Pecci. Allenatore: Colavitto.
TERAMO (3-4-3): Perucchini 6; Codromaz 5, Soprano 5 (1’ st Iacoponi 6), Pinto 5,5; Lombardo 5,5 (1’ st Mordini 6), Arrigoni 6, Fiorani 5,5 (31’ st Rossetti sv), Hadziosmanovic 5,5 (31’ st Cisco sv); Rosso 5 (1’ st Malotti 6,5), Bernardotto 6,5, D’Andrea 6. A disp: Agostino, Ndrecka, Viero, De Grazia, Papaserio, Forgione, Montaperto. Allenatore: Guidi.
Arbitro: Canci di Carrara.
Reti: pt 11’ Faggioli, 21’ Bernardotto, 26’ rigore Rolfini.
Note: spettatori 2293, di cui 237 da Teramo. Ammoniti Hadziosmanovic, Papa e Faggioli.
ANCONA
Bisognava fare punti per chiudere ogni discorso salvezza e sperare di agganciare i play off. Invece dal Del Conero il Teramo esce sconfitto ma ottiene aritmeticamente con un turno di anticipo la permanenza in serie C per l’undicesimo anno di fila. In teoria ci sarebbe anche una residua speranza play off anche se, all’ultima giornata, al Bonolis arriverà una Reggiana che, visto il pari del Modena a Gubbio, vorrà vincere per provare a volare in B. Tutto nei primi 26’ con i biancorossi ko in virtù delle reti di Faggioli e Rolfini su rigore, intervallati dal gol di Bernardotto. Meglio nella ripresa la squadra di Guidi, ma non è servito. La gara non ha vissuto momenti di studio, ma la partenza è stata fin da subito di livello alto da una parte e dall’altra. I marchigiani l’hanno approcciata meglio con tanta intensità e puntando in particolare a sgroppare sulla corsia destra. Lì Guidi ha piazzato Hadziosmanovic a piede invertito (con Lombardo dalla parte opposta come unica novità rispetto al solito) e l’ex giocatore del Monopoli ha dato un contributo in fase offensiva, ma difensivamente ha sofferto parecchio. Perché oltre a Rolfini, spostato leggermente in fascia, a dar manforte alla manovra dell’Ancona da quel lato c’è stato anche Iannoni come autentica spina nel fianco. E proprio dalla parte sinistra del Teramo sono nati i due gol della formazione di casa. In realtà il primo è stato quasi un autogol di Codromaz, che ha letto male un cross di Iannoni e – colpendolo con la coscia – ha innescato il tap-in molto semplice dell’ex Faggioli (una sentenza contro il Teramo, dopo la rete dell’andata). L’Ancona Matelica ha tratto beneficio dal vantaggio per liberarsi mentalmente, però i biancorossi sono rimasti in partita e hanno pareggiato approfittando anche loro di un regalo. A fornirlo è stato il portiere Avella, tutt’altro che impeccabile con il mancino - sì velenoso ma non potentissimo - di Bernardotto dal limite dell’area fulmina l’estremo difensore di casa sul suo palo. Il Teramo avrebbe dovuto approfittare di questa energia positiva, invece non ha mai saputo mettere in difficoltà un Ancona Matelica molto bravo a ribaltare l’azione. La squadra di Colavitto ha messo in crisi la difesa ospite con la ricerca della profondità verso gli attaccanti. I padroni di casa hanno trovato appunto nella parte destra quella preferita per attaccare ed infatti hanno sfondato lì anche per costruire il raddoppio. Iannoni, dopo aver seminato Hadziosmanovic e Fiorani, ha servito al centro Faggioli che ha fatto cadere Soprano nel suo tranello: rigore netto e Rolfini letale dal dischetto. I rischi per il Teramo non sono finiti qui, perché Hadziosmanovic è stato graziato dall’arbitro su un lancio dalle retrovie: Canci non ha rilevato i presupposti per il rosso e ha soltanto ammonito il laterale di Guidi. L’allenatore ha provato ad incidere sulla partita con un triplo cambio all’intervallo (dentro Mordini, Malotti e Iacoponi) per dare maggiore solidità difensiva e anche un pizzico di imprevedibilità in attacco. Ma la ripresa si è aperta con il brivido portato da Delcarro. Ma riportando Hadziosmanovic a destra, con Malotti in avanti e D’Andrea sulla trequarti, il Teramo ha ritrovato geometrie e ha avuto più chance: un sinistro dello stesso esterno di poco alto, un quasi autogol di Bianconi e un tap-in di Pinto sugli sviluppi di un angolo. Nell’ultimo quarto d’ora il Teramo si è giocato il tutto per tutto con anche Cisco e Rossetti in campo alla ricerca del pareggio. Lo ha sfiorato Iacoponi che ha colpito l’esterno della rete (80’), ma il risultato non è cambiato.
Andrea Marini
TERAMO1
ANCONA MATELICA (4-3-3): Avella 5; Noce 6 (22’ st Tofanari 6), Bianconi 6 (22’ st Masetti 6), Iotti 6, Maurizii 6; Iannoni 6,5, Papa 6 (22’ st Gasperi 6), Delcarro 6; Rolfini 7, Faggioli 7, D'Eramo 5,5 (22’ st Sereni 5,5). A disp: Vitali, Sabattini, Vrioni, Ruani, Pecci. Allenatore: Colavitto.
TERAMO (3-4-3): Perucchini 6; Codromaz 5, Soprano 5 (1’ st Iacoponi 6), Pinto 5,5; Lombardo 5,5 (1’ st Mordini 6), Arrigoni 6, Fiorani 5,5 (31’ st Rossetti sv), Hadziosmanovic 5,5 (31’ st Cisco sv); Rosso 5 (1’ st Malotti 6,5), Bernardotto 6,5, D’Andrea 6. A disp: Agostino, Ndrecka, Viero, De Grazia, Papaserio, Forgione, Montaperto. Allenatore: Guidi.
Arbitro: Canci di Carrara.
Reti: pt 11’ Faggioli, 21’ Bernardotto, 26’ rigore Rolfini.
Note: spettatori 2293, di cui 237 da Teramo. Ammoniti Hadziosmanovic, Papa e Faggioli.
ANCONA
Bisognava fare punti per chiudere ogni discorso salvezza e sperare di agganciare i play off. Invece dal Del Conero il Teramo esce sconfitto ma ottiene aritmeticamente con un turno di anticipo la permanenza in serie C per l’undicesimo anno di fila. In teoria ci sarebbe anche una residua speranza play off anche se, all’ultima giornata, al Bonolis arriverà una Reggiana che, visto il pari del Modena a Gubbio, vorrà vincere per provare a volare in B. Tutto nei primi 26’ con i biancorossi ko in virtù delle reti di Faggioli e Rolfini su rigore, intervallati dal gol di Bernardotto. Meglio nella ripresa la squadra di Guidi, ma non è servito. La gara non ha vissuto momenti di studio, ma la partenza è stata fin da subito di livello alto da una parte e dall’altra. I marchigiani l’hanno approcciata meglio con tanta intensità e puntando in particolare a sgroppare sulla corsia destra. Lì Guidi ha piazzato Hadziosmanovic a piede invertito (con Lombardo dalla parte opposta come unica novità rispetto al solito) e l’ex giocatore del Monopoli ha dato un contributo in fase offensiva, ma difensivamente ha sofferto parecchio. Perché oltre a Rolfini, spostato leggermente in fascia, a dar manforte alla manovra dell’Ancona da quel lato c’è stato anche Iannoni come autentica spina nel fianco. E proprio dalla parte sinistra del Teramo sono nati i due gol della formazione di casa. In realtà il primo è stato quasi un autogol di Codromaz, che ha letto male un cross di Iannoni e – colpendolo con la coscia – ha innescato il tap-in molto semplice dell’ex Faggioli (una sentenza contro il Teramo, dopo la rete dell’andata). L’Ancona Matelica ha tratto beneficio dal vantaggio per liberarsi mentalmente, però i biancorossi sono rimasti in partita e hanno pareggiato approfittando anche loro di un regalo. A fornirlo è stato il portiere Avella, tutt’altro che impeccabile con il mancino - sì velenoso ma non potentissimo - di Bernardotto dal limite dell’area fulmina l’estremo difensore di casa sul suo palo. Il Teramo avrebbe dovuto approfittare di questa energia positiva, invece non ha mai saputo mettere in difficoltà un Ancona Matelica molto bravo a ribaltare l’azione. La squadra di Colavitto ha messo in crisi la difesa ospite con la ricerca della profondità verso gli attaccanti. I padroni di casa hanno trovato appunto nella parte destra quella preferita per attaccare ed infatti hanno sfondato lì anche per costruire il raddoppio. Iannoni, dopo aver seminato Hadziosmanovic e Fiorani, ha servito al centro Faggioli che ha fatto cadere Soprano nel suo tranello: rigore netto e Rolfini letale dal dischetto. I rischi per il Teramo non sono finiti qui, perché Hadziosmanovic è stato graziato dall’arbitro su un lancio dalle retrovie: Canci non ha rilevato i presupposti per il rosso e ha soltanto ammonito il laterale di Guidi. L’allenatore ha provato ad incidere sulla partita con un triplo cambio all’intervallo (dentro Mordini, Malotti e Iacoponi) per dare maggiore solidità difensiva e anche un pizzico di imprevedibilità in attacco. Ma la ripresa si è aperta con il brivido portato da Delcarro. Ma riportando Hadziosmanovic a destra, con Malotti in avanti e D’Andrea sulla trequarti, il Teramo ha ritrovato geometrie e ha avuto più chance: un sinistro dello stesso esterno di poco alto, un quasi autogol di Bianconi e un tap-in di Pinto sugli sviluppi di un angolo. Nell’ultimo quarto d’ora il Teramo si è giocato il tutto per tutto con anche Cisco e Rossetti in campo alla ricerca del pareggio. Lo ha sfiorato Iacoponi che ha colpito l’esterno della rete (80’), ma il risultato non è cambiato.
Andrea Marini

