Teramo senza freni vola a + 5 e vede la B

Tre gol al Tuttocuoio davanti a un pubblico da record
TERAMO. Quello che chiamavamo sogno comincia, adesso, a diventare qualcosa di reale. È come sentirlo nelle mani, ha un peso e una consistenza. Più cinque a cinque giornate dalla fine. Se a stagione conclusa non sarà serie B, vorrà dire che il Teramo avrà deciso di regalarla. E qui la domanda sorge spontanea: ma a chi mai dovrebbe regalarla? L’Ascoli appare cotto, anzi bollito. La Reggiana avanza piano e scivola a meno dieci. L’Aquila ha ripreso a volare, ma è troppo indietro. Altra domanda, forse la più importante: ma come fa a regalarla, la serie B, una squadra alla quale ormai riesce tutto? Il 3-0 al Tuttocuoio è il 23° risultato utile consecutivo; Tonti non prende gol da 512 minuti (recuperi esclusi) e da quando Vivarini ha cambiato modulo la squadra ha mantenuto la porta inviolata 14 volte; Donnarumma e Lapadula continuano implacabili a segnare e sono arrivati a 35 reti in due (19 più 16); la condizione atletica della squadra appare eccellente; di infortuni e acciacchi neanche l’ombra. Quanto alla condizione mentale, ormai il Teramo ha assunto l’identità del killer che attende paziente il momento buono e poi, con un colpo letale, stende l’avversario. È accaduto anche ieri. I quasi 4mila del Bonolis (record di presenze stagionale e soprattutto un gran tifo, caldo e corretto) hanno visto l’ennesimo avvio sofferto del Diavolo contro un’avversaria rimaneggiata ma fastidiosa, che faceva grande densità difensiva. Qualche biancorosso – in particolare il duo indigeno di fascia destra Scipioni-Di Paolantonio – appariva sotto tono, né l’innesto di Di Matteo in corsia sinistra al posto di Masullo pareva produrre effetti particolari. Fin dall’avvio Amadio e Cenciarelli hanno giocato alla grande, ma non bastava per garantire ai gemelli del gol (marcati anche con le cattive dai difensori neroverdi) adeguati rifornimenti. Il Tuttocuoio ogni tanto ripartiva pericolosamente e al 36’ è andato vicino al gol: rinvio ciccato da Scipioni, tiro quasi a colpo sicuro di Serrotti dal limite ribattuto (meno male...) dal compagno Civilleri. Al 40’, però, Duracell-Cenciarelli ha trasformato l’ennesima palla recuperata nella propria metà campo in una ripartenza letale, uscendo palla al piede e tagliando il campo in diagonale con un lancio di 50 metri per Di Matteo. Che è rientrato sul destro tentando il tiro, ma ha perso l’attimo. Un curioso doppio rimpallo ha però recapitato la palla sul destro di Donnarumma, che con una stoccata delle sue dai 16 metri ha trovato l’angolo. Boato del Bonolis, bissato poco dopo quando lo speaker ha annunciato che il primo tempo di Ascoli-Pro Piacenza era finito 0-1. All’intervallo il Teramo era a più 6.
Nella ripresa l’Ascoli ha subito pareggiato e il Tuttocuoio ha tentato la rimonta. Tonti ha dovuto fare una gran parata su Gioè al 5’, ma è stato l’unico brivido: il Teramo va a nozze contro avversari che gli lasciano spazio e infatti ha cominciato a ripartire come sa fare. Prima Lapadula (9’) e poi Donnarumma (22’) hanno fallito il 2-0, ma dalla miracolosa parata di Bacci sul bomber biancorosso è scaturito l’angolo della definitiva svolta. Cross morbido di Di Paolantonio, sponda di testa di Lapadula, tocco ravvicinato in rete di Perrotta. Era il 23’ e tutti, allo stadio, hanno capito che era fatta. Il Tuttocuoio non ha neanche provato a rientrare in partita, anche perché l’ultimo dei tre subentrati, Gelli, si è subito fatto male e i toscani hanno chiuso in dieci. Il Teramo ha trovato il 3-0 su rigore dopo un’azione tanto per cambiare avviata da Cenciarelli: netta la spinta di Falivena su Lapadula, che è andato sul dischetto e l’ha messa a fil di palo. Poi è stata pura accademia, con qualche minuto di gloria anche per Fiore e Bucchi.
Il Teramo corre, corre e non si ferma. A spingerlo, adesso, è anche un grande pubblico. Chi può rubargli il sogno, chi?
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