Teramo, si tratta ma il tempo stringe

Iachini vuole chiudere subito la questione stadio per avere da Campitelli le garanzie sui debiti, Cantagalli sotto pressione
TERAMO. In apparenza la situazione del Teramo è disperata. Uno (il compratore, Franco Iachini) fa capire che l’affare non si fa se prima non si assicura la gestione del Bonolis, e che per questa non può pagare più di quanto abbia offerto. Un altro (il gestore dello stadio, Sabatino Cantagalli) nella sua nota di venerdì definisce “risibile” quell’offerta e sostiene che Iachini, prima di trattare con lui, dovrebbe comprare il Teramo. Il terzo (l’attuale patron, Luciano Campitelli) ribadisce che, se non vende a Iachini, molla tutto e arrivederci.
In realtà, sotto i muri eretti a colpi di comunicati stampa si lavora zitti zitti per trovare una via d’uscita. Ieri i protagonisti della vicenda hanno regalato al cronista che li chiamava solo dei laconici “no comment”. Il che, dopo un profluvio di comunicazione apparso eccessivo persino all’uomo della strada, può essere un buon segno. Il segno che si sta trattando e che non si vuole compromettere tutto con dichiarazioni sbagliate o fraintese. Dall’esterno, quello più sotto pressione appare senza dubbio Cantagalli. Iachini gli ha fatto, rendendola pubblica, un’offerta economica che non può non essere presa in considerazione. Circa un milione e mezzo, tra la somma che Iachini sborserebbe per rilevare la gestione e il rifacimento del terreno sintetico: opera altrimenti a carico di Cantagalli. Iachini, peraltro, è disposto a modificare la convenzione in modo che, quando lasciasse, lo stadio resterebbe alla società biancorossa.
Il punto è che non c’è molto tempo per portare avanti una trattativa su questa base. Iachini vuole una risposta entro domani perché poi, a ruota, firmerebbe subito con Campitelli l’accordo per la cessione delle quote e la ripartizione dei debiti. Secondo indiscrezioni, il debito venuto fuori dall’esame delle carte della società sarebbe di 1,6 milioni. Iachini se ne accollerebbe 900mila, Campitelli 700mila. E Campitelli ha bisogno dei tempi tecnici per fornire a Iachini le garanzie (fidejussioni, ipoteche) che pagherà la sua quota. Viste le scadenze imminenti che il Teramo deve onorare per iscriversi alla serie C, Iachini ha assoluto bisogno di chiudere l’affare a stretto giro.
Intanto, parte della tifoseria invoca una mediazione da parte del sindaco. Gianguido D’Alberto sta seguendo la vicenda con attenzione, ma dall’esterno. Interpellato dal Centro, dice: «Secondo me ci sono margini per chiudere l’affare in modo positivo. Al di là degli scambi di battute abbastanza duri affidati ai comunicati stampa, mi sembra che traspaia la volontà di proseguire la trattativa. Invito tutti al buonsenso, gli interessi individuali sono tutti legittimi ma le persone coinvolte devono tenere conto che si sta giocando una partita che interessa il futuro del calcio teramano e quindi un patrimonio di tutta la collettività. C’è poco da dire, il destino del calcio teramano è in mano a queste tre persone. Il Comune nella vicenda è un soggetto terzo, ma se ci sono la volontà e la disponibilità di fare una trattativa seria io sono ben disposto a fare da mediatore. È vero che i cittadini comuni, i tifosi, mi stanno chiedendo di intervenire. Lo farò, ma solo alle condizioni appena dette».
Le prossime ore saranno decisive. Certo, sarebbe clamoroso che il Teramo sparisse proprio quando all’orizzonte è comparso un imprenditore che mette sul piatto tanti soldi. Soldi che sicuramente risolverebbero i guai di Campitelli e forse darebbero una mano a Cantagalli. Ma, nella tormentata storia del Diavolo, sarebbe solo l’ennesimo colpo di scena.
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