Teramo sprecone, pari beffa col Rende

I biancorossi dominano la partita, vanno avanti con Bombagi e hanno la palla del 2-0 poi un errore di Arrigoni rovina tutto
VIBO VALENTIA. Il riassunto migliore, quello più significativo e che meglio rappresenta l’occasione persa sta tutto nel minuto 72. In quei pochi secondi che passano dall’occasione fallita da Magnaghi per lo 0-2 al pareggio del Rende, giunto all’improvviso per una palla persa da uno che solitamente gioca con la colla ai piedi come Arrigoni, sta tutta la delusione che dovrà accompagnare il Teramo nella marcia di avvicinamento al turno infrasettimanale. L’aspetto più importante è che mercoledì si gioca subito (al Bonolis arriverà la Viterbese) per cui ci sarà subito tempo e modo per riscattarsi. La beffa subita al Razza, però è dura da mandare giù. Il Teramo ha dominato per quasi 75’, è andato a prendere l’avversario fin nella sua area di rigore, ha costruito diverse palle gol sullo 0-0 - colpendo anche un palo – e non ha smesso di farlo neppure dopo essere passata in svantaggio. Sembrava poter gestire al meglio una partita a senso unico, contro un avversario modesto che faticava anche a imbastire una minima azione offensiva (e così è stato perché i calabresi mai hanno calciato in porta). Eppure è giunto un 1-1 che non rende merito al match disputato dai ragazzi di Tedino, che avrebbero meritato l’intera posta in palio. Insomma, da una vittoria striminzita, perché lo 0-1 sarebbe stato stretto, si è passati ad un pareggio amarissimo. Questo dovrà far riflettere.
Ovviamente bisogna ripartire dai primi settanta minuti di partita, decisamente positivi da parte degli abruzzesi. La libertà mentale del Teramo, sbloccata con la vittoria sulla Cavese, rende più leggeri i biancorossi rispetto ad un Rende che, per cercare il primo punto stagionale, si snatura e passa alla difesa a quattro. Non serve a nulla, almeno inizialmente, perché il Teramo prende in mano la gara sin dall’avvio e mette alle corde gli uomini di Andreoli. Il pressing asfissiante portato dagli abruzzesi sorprende i timorosi giocatori del Rende, che si salvano senza neppure sapere come in più di un’occasione. Bombagi spreca un rigore in movimento (13’), Santoro sfiora il palo in diagonale (20’), mentre Mungo lo colpisce alla mezz’ora anche grazie al tocco di Savelloni che tiene in vita i suoi. Il portiere dei calabresi, però, nulla può sulla magistrale esecuzione di Bombagi da punizione: palla sopra la barriera e in fondo al sacco per il meritatissimo 1-0.
Neppure l’intervallo spegne il fuoco di un Teramo che esce dagli spogliatoi desideroso di chiudere i giochi ed archiviare in fretta una pratica all’apparenza alla portata. Lo stesso Bombagi, ancora da punizione sfiora la rete. Cresce l’intensità degli uomini di Tedino, che provano ad imprimere il sigillo sul match intorno alla metà del primo tempo. Magnaghi imbecca Bombagi al limite dell’area di rigore, Savelloni in due tempi blocca la conclusione del trequartista. Poi il minuto chiave, quello in cui avvengono i due episodi che cambiano una partita già scritta. Magnaghi spreca l’occasione per il raddoppio, sparando alto con Savelloni in uscita. Non appena la palla viene rimessa in gioco, l’ex Lecce Arrigoni commette una clamorosa ingenuità, sbagliando il retropassaggio per i difensori: Rossini legge prima l’errore, guarda Tomei fuori dai pali e lo batte con un pallonetto. I giocatori del Teramo sono increduli, lo saranno anche nei successivi venti minuti in cui non saranno più gli stessi e non riusciranno ad invertire un risultato che sta stretto.
Luigi Famà

