Teramo sul velluto, l’Ascoli torna a -2
Contro la Pistoiese bastano Lapadula e Speranza ma i biancorossi creano e sprecano tanto. I risultati utili di fila sono 19
TERAMO. La notizia migliore arriva quando i tifosi del Teramo sono già davanti all’aperitivo del sabato sera: l’Ascoli pareggia a Gubbio, il Diavolo torna a -2 dalla vetta. Ma di belle notizie il ventoso pomeriggio del Bonolis ne aveva già sparse tante. Il 2-0 alla Pistoiese poteva essere tranquillamente un 5-0 visto il numero di occasioni da gol create dai biancorossi, che affondavano nella difesa toscana come lame nel burro. Quanto alla fase difensiva, è stata quasi perfetta visto che gli ospiti, pur giocando con tre giocatori offensivi (quattro nel finale), hanno fatto il solletico a Tonti solo un paio di volte nella ripresa.
Come spesso accade, il “la” a un risultato indiscutibile viene da un episodio fortunato: al 18’ Lapadula guadagna furbamente una punizione fuori area che calcia di potenza, la palla è deviata da Mungo e diventa imparabile per Ricci. Prima dell’1-0 il Teramo era già andato due volte vicino al gol con Masullo (diagonale largo) e Perrotta (di testa ad anticipare il portiere). Dopo l’1-0 il monologo continua, favorito anche dalle scelte sbagliate del tecnico ospite (il 4-3-1-2 contro il Teramo non funziona, Carrarese docet, e tenere Mungo in trequarti su Amadio ha significato limitare un po’ Amadio ma soprattutto neutralizzare Mungo). In tale contesto persino un umile operaio come Masullo fa la figura dell’uomo di fascia devastante, sfornando assist per Donnarumma – che al 28’ manca di un soffio la deviazione da zero metri – e sparando alta la palla del 2-0 al 44’ dopo che il portiere mura Donnarumma. Sulla fascia opposta il duo indigeno Scipioni-Di Paolantonio, in giornata di grazia, imperversa. Va annotato che il Teramo, in fase offensiva, dispiega il 4-4-2 prediletto da Vivarini (Masullo e Di Paolantonio di fatto fanno gli esterni alti, Scipioni parte da più dietro e Perrotta sta largo anche se bloccato), salvo rinchiudersi a cinque quando la palla ce l’hanno gli altri.
L’1-0 dell’intervallo è davvero stretto e a qualcuno vengono cattivi pensieri, ma il Teramo nella ripresa cerca subito il raddoppio mostrando la mentalità della grande. Quando capitan Speranza, sugli sviluppi di un angolo, servito di testa da Perrotta fa un gesto da centravanti – stop a seguire di petto e botta di destro nell’angolo – si capisce che i tre punti sono in cassaforte. Peccato che non sia venuto un risultato più largo (la differenza reti generale potrebbe contare, alla fine) perché le occasioni per il 3-0 sono state almeno quattro, compresi un palo di testa di Masullo (ancora lui) e un contropiede tre contro uno sprecato da un troppo egoista Donnarumma. E Vivarini forse poteva fare prima le sostituzioni, visto che si rigioca già mercoledì. Ma sono dettagli, il Teramo di ieri è da otto in pagella. Da dieci, invece, lo striscione della curva per ricordare il mitico mediano Giuliano De Berardinis, morto vent’anni fa a soli 45 anni. Il suo Teramo sfiorò la B nel ’75 facendo 24 risultati utili consecutivi. Questo Teramo ieri ha allungato la striscia d’imbattibilità a 19, superando le 18 partite utili di Zecchini nel 2002-03. Chissà stavolta come va a finire.
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