Teramo, un pari con tanti rimpianti

Nel finale Lapadula e Donnarumma mancano il colpo del ko
REGGIO EMILIA. Si sveglia troppo tardi il Teramo, a ridosso del 90’, e così non va oltre il pareggio in casa della Reggiana. Resta a secco la squadra biancorossa, attendista per gran parte della gara, quasi letale e tanto sfortunata nei minuti finali, con due grosse occasioni capitate a Lapadula e Donnarumma. Teramo che non si assicura la leadership matematica al termine di questa giornata dato che l’Ascoli, vincendo oggi a Forlì dove sarà sostenuta da circa 800 tifosi, la raggiungerebbe in vetta alla graduatoria. Ma va bene comunque, perché il pareggio in casa della terza in classifica è senz’altro positivo. Probabilmente, esclude esclude gli emiliani dalla lotta per la promozione diretta in serie B.
Teramo che inizialmente viene sorpreso dalla mossa del tecnico della Reggiana, Colombo, che, dovendo fare a meno degli squalificati De Giosa e Siega, si inventa un 4-3-1-2 con Alessi alle spalle delle due punte Ruopolo e Petkovic. E proprio la presenza dell’esperto trequartista crea scompiglio a centrocampo, zona del campo dove si gioca in prevalenza nel primo quarto d’ora.
Prima parte di gara che certamente è appannaggio della Reggiana, col Teramo (in formazione tipo, recuperato in extremis Perrotta) rintanato nella propria metà campo a cercare di uscirne fuori in contropiede. Molto spesso gli uomini di Vivarini ci riescono e sono proprio loro a spezzare l’inerzia del match, con l’opportunità capitata a Di Paolantonio (20’), dopo un’azione rocambolesca in area di rigore emiliana, con Feola attento sulla mezz’ala del Teramo.
Il possesso palla è tutto nelle mani della Reggiana, che però ha il demerito di non concludere mai in porta. La squadra di Colombo si affida spesso a lanci lunghi dei centrocampisti per Ruopolo, troppo solo in attacco. Il bomber granata al 26’ riceve da Parola, ma da buona posizione cicca la conclusione, divorandosi una ghiotta chance.
Poi si fa male e la Reggiana si risistema (non benissimo) in campo. Già prima del cambio gli emiliani avevano rischiato sulla doppia occasione firmata da Lapadula (bloccato da Tonti) e Scipioni, il cui tiro dal limite viene neutralizzato dal numero uno di casa.
Poi, subito dopo la sostituzione, il Teramo sfrutta il momento di sbandamento degli avversari, ma non riesce a mordere perché Donnarumma, in rovesciata, sugli sviluppi di un angolo, manda altissimo. Il match non si sblocca neppure nella ripresa. Prevale il tatticismo, quello che Colombo vuole, passando al 4-4-2 mandando subito nella mischia Messetti per Parola. Canovaccio che non cambia: possesso palla (sterile) per la Reggiana, Teramo costretto ad accontentarsi dei pochi spazi lasciati dagli emiliani, con i due portieri che però restano inoperosi. Come accaduto nel primo tempo, la Reggiana gioca, ma a creare occasioni è il Teramo che al 19’ spaventa i padroni di casa. A dire il vero fa tutto Mignanelli, che sbaglia il retropassaggio per Feola, bravissimo a chiudere su Donnarumma che si era fiondato sulla sfera. I biancorossi stentano a creare, Vivarini però non snatura i suoi e l’unica variazione che apporta riguarda la fascia sinistra (dentro Di Matteo per Masullo).
L’ingresso in campo di Petrella e il cronometro che scorre ravvivano la gara nel finale. Tonti è attento due volte al 36’, prima sul traversone di Mignanelli e poi su un mancino sporco di Alessi dalla distanza.
Ultimi minuti di marca granata, ma i pericoli per il Teramo arrivano solo da lontano, con Tonti che non ha problemi nel bloccare i tentativi di Maltese e Petkovic. Il match-point, però, ce l’ha il Teramo, attendista e sprecone proprio al 90’: Di Matteo lavora un gran pallone per Lapadula, il quale si avvita bene ma manda a lato da ottima posizione.
Fa lo stesso anche il “gemello” Donnarumma, capocannoniere del girone B, che sfrutta l’unica indecisione dei centrali della Reggiana e in girata, un attimo prima del triplice fischio, centra solo l’esterno della rete. Sarebbe stato un autentico colpaccio, ma il pari al Mapei Stadium è comunque un buon colpo. Giovedì, alle ore 17, al Bonolis arriverà il Tuttocuoio.
Sergio Bovi

