Teramo, un pari inutile: salta Palladini

A Fano una partita incolore, Campitelli non la prende bene e silura l’allenatore: «In panchina richiameremo Asta»
FANO. Il Teramo aveva bisogno dei tre punti, ma non ha fatto quasi niente per vincere la partita. Un atteggiamento fin troppo cauto che manda su tutte le furie il patron Luciano Campitelli secondo cui c’è un solo colpevole di questo risultato deludente: il tecnico Ottavio Palladini. E subito dopo la fine della partita volano parole di fuoco all’indirizzo del tecnico e già si parla di esonero. Annuncio confermato qualche ora dopo in un’intervista telefonica all’emittente televisiva Super J, nonostante, nel frattempo, il ds Sandro Federico avesse cercato di gettare acqua sul fuoco, annunciando per oggi una riunione tecnica in società in modo da valutare la posizione dell’allenatore a mente fredda e non sull’onda emotiva del deludente pareggio di Fano. Niente da fare. Il patron è stato irremovibile e nell’intervista televisiva, rilasciata intorno alle 19,30, ha detto chiaramente: «Entro questa sera ci sarà l’esonero», annunciando anche che richiamerà Antonino Asta sulla panchina biancorossa, l’allenatore che aveva esonerato a gennaio. «Il primo che verrà chiamato è Asta, conosce la squadra, se poi non accetta valuteremo altre soluzioni (Cifaldi promosso dalla Berretti?, ndc). Ma Asta è sotto contratto, deve tornare per forza, ci parleremo». Campitelli spera che Asta, o chi per lui, possa dare la scossa per vincere l’ultima di campionato o, eventualmente la gara di play out. Il Teramo è in bilico, tutto può ancora succedere. Quel che è certo è che nell’ultima sfida di campionato, contro una Reggiana che vuole vincere per cercare una posizione migliore in chiave play off, servirà trovare nuove idee, scendere in campo con un atteggiamento ben diverso da quello visto a Fano. In una giornata che poteva regalare un finale di campionato più sereno, il Teramo mette in mostra i suoi pregi ed anche tutti i suoi limiti. Impeccabile la prova del terzetto difensivo che non concede nulla all’attacco del Fano, un po’ troppo prevedibile la manovra di costruzione. Nessun tiro nello specchio della porta avversaria, Thiam inoperoso e seconda gara consecutiva chiusa senza alcun gol segnato: il Teramo sbatte contro un muro e si giocherà le proprie carte davanti il proprio pubblico. Non è stata la più esaltante delle sfide. Il Fano, forte del fattore campo e del punticino di vantaggio in classifica, sembra volersi accontentare di un pareggio che tutto sommato non gli va poi così male. Il Teramo ha più necessità di cercare il successo, ma ha poche idee: la difesa granata è solida, messa bene in campo, attenta a non concedere nulla e nonostante l’assetto scelto inizialmente da Palladini non sia dei più conservativi c’è immensa fatica nel palleggiare. Nessuno ha intenzione di scoprirsi, noia e paura prevalgono in un primo tempo nel quale di tiri in porta non se ne vedono.
Il Fano fa collezione di corner ma non trova mai lo specchio della porta, il Teramo dimostra d’avere un pizzico di qualità in più a centrocampo ma le maglie granata sono chiuse e non concedono spazi agli ispirati Bacio Terracino e Tulli. Ci si attende una scossa, un risveglio improvviso ed invece il torpore nel quale naviga il Teramo prosegue anche in una ripresa che vede subito il Fano all’arrembaggio. Palladini non si fida, cambia qualcosa e si schiera a specchio: fuori Tulli e Panico, dentro Gondo ed Amodio per un 3-5-2 assai più conservativo. L’unico sussulto di marca ospite arriva dagli sviluppi di un corner. Ilari trova Speranza, la spizzata del centrale rischia di diventare un assist per Milillo che manca l’appuntamento per questione di centimetri (74’). Poi nient’altro, nessun assedio né voglia di provare a vincerla. (red.te.)
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