Teramo verso l’esclusione l’unica speranza è il Tar

Venerdì il consiglio Figc si pronuncia sul caso dopo la bocciatura della Covisoc L’avvocato Di Cintio pronto per il ricorso. Iachini: il debito Iva? Io non c’entro...
TERAMO. La corsa per salvare il calcio professionistico è iniziata, ma tagliare il traguardo sembra impresa quasi impossibile. Sarà dura salvare la serie C del Teramo e si profila una battaglia fino al Tar. In casa biancorossa ci si prepara alla battaglia legale da intraprendere, dopo la bocciatura della domanda d'iscrizione da parte della Covisoc, ed entro domani alle 19 va presentato il ricorso. Le sensazioni, però, non sono positive e il Diavolo venerdì, dopo il consiglio federale, potrebbe essere definitivamente escluso dalla serie C.
Toccherà all'avvocato Cesare Di Cintio provare a ribaltare la difficile situazione presentando il ricorso entro le 19 di domani. In caso di bocciatura del consiglio federale il Teramo avrebbe la possibilità di ricorrere al Collegio di garanzia del Coni e poi, successivamente, al Tar. E proprio al Tar il Diavolo potrebbe avere qualche speranza, ma i tempi si allungherebbero parecchio.
L'analisi fatta nei giorni scorsi dalla Covisoc parte da lontano e va oltre l’indice di liquidità non rispettato dal club. Secondo quanto riscontrato dalla Commissione di vigilanza, infatti, i biancorossi non hanno provveduto al "ripianamento della carenza finanziaria di 975.490 euro, risultante dall'indicatore di liquidità al 31 marzo 2022”. Inoltre, secondo la Covisoc, al 22 giugno 2022 la società non ha adempiuto all'obbligo di pagamento di alcuni debiti fiscali: l’Iva del primo e secondo trimestre del periodo d'imposta 2019 e 2017; Iva dalle liquidazioni relative al primo, secondo, terzo e quarto trimestre del 2018 e l’Iva relativa ai periodi 2017 e 2016. "Nello specifico", si legge nel documento Covisoc inviato alla società teramana, "è emerso che alla data del 22 giugno, per i menzionati debiti erariali (ad eccezione dell'Iva2017), pur avendo la società presentato il 20 giugno un'istanza di rateazione, il competente agente della riscossione non ha ancora fornito alcun riscontro né ha elaborato il rituale piano di ammortamento".
A tal propositivo, ieri, è intervenuto l’ex presidente Franco Iachini, che è socio di minoranza del club biancorosso. «Nell’agosto 2021 la Figc ha disposto i pagamenti rateali di tutte le società professionistiche e noi abbiamo aderito a tale iniziativa, che aveva efficacia fino al 31 maggio 2022», dice l’ex presidente della società. «Allo scadere bisognava presentare una nuova rateizzazione dagli amministratori in carica in quel periodo e mi sembra che sia stata fatta da Massimo Chierchia, subito dopo il suo insediamento». Iachini dice la sua sul debito erariale. «Quel debito Iva è relativo al periodo legato alla presidenza Campitelli. Per quanto riguarda il periodo della mia gestione, ovvero 2020, 2021 e 2019, l’Iva è stata regolarmente pagata». Ora si spera nel ricorso e l’avvocato Di Cintio proverà a far valere le ragioni del Teramo, puntando anche sul sequestro da parte del Tribunale di Roma delle azioni di maggioranza del gruppo Ciaccia. (l.d.m.)

