Teramo, vittoria e squarci di futuro

Travolta la Lucchese, debuttano due baby del vivaio
TERAMO. Non crediamo che la giornata della vittoria sulla Lucchese sarà ricordata come quella della salvezza matematica nella seconda stagione in Lega Pro unica, perché – al di là dei numeri – il Teramo era al sicuro da un bel pezzo. Sarebbe bello che fosse ricordata come quella del debutto in prima squadra di due ragazzi del vivaio, il 19enne Tini e il 17enne Palestini, se almeno uno dei due avrà un grande futuro in biancorosso. Di sicuro è stata la prima partita dopo tempo immemorabile che il Teramo ha messo in discesa già nel primo tempo, perché in questa sofferta stagione andare al riposo sullo 0-0 o in svantaggio è stata una penosa costante. Ieri, però, Vivarini si è ricordato che si può giocare dal primo minuto con un 4-4-2 “vero” e non con un un esterno di difesa bloccato a terzo stopper e un esterno di centrocampo a fare il terzo mediano. Guarda caso, la formula “Petrella largo più due punte” ha prodotto una vittoria facile facile, arrivata senza neanche spremersi tanto e contro una squadra che aveva fortissime motivazioni, essendo in lotta per la salvezza.
La Lucchese ci prova, parte a ritmi alti e prende i suoi rischi. In una fase iniziale molto aperta Moreo calcia largo su splendido lancio di Amadio (11’) e dall’altra parte Terrani prova il pallonetto su Narduzzo in uscita senza centrare lo specchio (14’). Subito dopo, su angolo calciato all’indietro da Di Paolantonio a cercare il tiro in corsa di Petrella, si accende una mischia in area rossonera risolta da Cruciani, dopo il tocco di Moreo, con il fiuto del gol di un centravanti. Il Teramo sull’onda del vantaggio sfiora il raddoppio con lo scatenato Amadio, chiuso dal portiere dopo un triangolo con Moreo (29’), e poi fa il 2-0 con Petrella che, sfruttando uno scontro Altobello-Moreo che lascia la palla morta ai 30 metri, si infila nel varco alla velocità della luce e arrivato a tu per tu con Di Masi lo fredda addirittura di destro, piede che usa solo per camminare. Solo un tiro di Pozzebon di poco fuori al 37’ fa sapere che la Lucchese esiste ancora.
La ripresa è tutta nei primi sei minuti. Al 3’ il Teramo riparte a destra con Petrella, palla in mezzo a Forte che la gira dall’altra parte dove accorre Di Paolantonio: stop in corsa e piattone chirurgico sull’uscita di Di Masi e 3-0, quinto gol stagionale del talento teramano che all’inizio della stagione non giocava mai. Al 6’ Pozzebon ha una colossale occasione per ridare un senso al match, ma la spreca. A quel punto la Lucchese molla, la partita diventa quasi un allenamento e Vivarini ne approfitta per dare spazio a forze nuove. Palma, l’eroe di Siena, entra per Petrella, che si becca un’ovazione. Stesso tributo per Amadio, sostituito poco dopo da Tini. Nel finale uscirà anche Cruciani per Palestini e il Teramo chiuderà il match con un centrocampo di giovanissimi. Nel frattempo anche la Lucchese fa le tre sostituzioni e passa al 3-4-3, ma cambia zero: il Teramo resta in totale controllo, con capitan Speranza che delizia il pubblico con giocate sopraffine.
La partita di ieri fa intuire che, con più coraggio nelle scelte (ovvero: con modulo, giocatori e atteggiamento più offensivi), il Teramo poteva stare altrove invece di perdersi in una palude di pareggini. Ma ormai è andata così, meglio farsene una ragione e pensare al futuro.
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