Teramo vuole sfatare i tabù trasferta e Venezia

13 Ottobre 2016

I biancorossi non vincono fuori casa da 9 mesi e in laguna hanno perso due volte Steffè: Pippo Inzaghi l’ho sfidato con l’Inter quando allenava la Primavera Milan

TERAMO. I tabù sono fatti per essere sfatati. Il Teramo, rinvigorito dalla cura Nofri, ha buoni motivi per fare una prestazione super al Luigi Penzo di Venezia (si gioca sabato alle 16,30).

Innanzitutto c'è da invertire il trend negativo in trasferta. La squadra biancorossa, infatti, non vince fuori casa da nove mesi (1-2 a Pisa dello scorso 23 gennaio) e ha solo sfiorato l'appuntamento con i tre punti nelle recenti gare esterne contro Santarcangelo e Sudtirol.

C'è poi da sfatare il tabù Venezia. Nei due precedenti in Laguna, che risalgono addirittura alle stagioni 1980-81 e 1981-82, il Diavolo ha perso in entrambe le occasioni per 1-0. Senza dimenticare l'esito del confronto più recente, avvenuto nel maggio del 2012 sul neutro di Gubbio. Si giocava la finale della poule scudetto di serie D e in quel caldo pomeriggio in terra umbra il Venezia vinse 3-2, aggiudicandosi il tricolore dei dilettanti. Nel Teramo, guidato all'epoca da Roberto Cappellacci, c'erano due elementi della rosa attuale: il difensore Ivan Speranza e l'esterno Mirco Petrella. Quest'ultimo, nel finale, mise a segno l'inutile seconda rete dei biancorossi.

Il Teramo, nel frattempo, pensa al match di sabato. Prove di 3-5-2 nella partitella a ranghi misti di ieri pomeriggio. Il tecnico Federico Nofri potrebbe dunque lanciare per la prima volta dall'inizio, sul campo del Venezia, il modulo utilizzato finora soltanto a gara in corso e che ha dato riscontri positivi. Non hanno preso parte al test in famiglia Karkalis, Petrella e Carraro. I tre si sono limitati a fare dei giri di campo. La condizione fisica di Carraro, alle prese con problemi muscolari, non è ancora delle migliori e solo nelle prossime ore si saprà se verrà convocato.

«Mister Nofri, da quando è arrivato, ci sta trasmettendo diversi concetti che stiamo cercando di mettere in pratica», dice il centrocampista Demetrio Steffè, classe 1996, «e c'è più consapevolezza nei nostri mezzi. Mi trovo alla grande in questo gruppo. Sono stato accolto benissimo fin dal primo giorno e mi sento a casa. A Venezia ci attende una partita difficile, ma allo stesso tempo stimolante. Ho già avuto modo di incontrare Pippo Inzaghi, quando guidava la Primavera del Milan e io ero in quella dell’Inter. Tutti sognano di giocare gare come quella di sabato, perciò andremo in campo con le motivazioni a mille. Contro il Padova, sul piano personale, non ho fatto la migliore prestazione stagionale e ne sono dispiaciuto. Voglio riscattarmi immediatamente».

«La classifica, in questo momento, è giusto guardarla, ma fino ad un certo punto», conclude il centrocampista, «non credo saranno queste le posizioni definitive al termine del campionato».

Gaetano Lombardino

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