Ternana troppo forte, resa del Teramo

Umbri subito in gol da fuori area, poi un primo tempo equilibrato. Il rigore del 2-0 taglia le gambe ai biancorossi
TERNI . Dopo la sconfitta con il Catanzaro, Massimo Paci disse che il suo Teramo sarebbe arrivato a giocarsi – a modo suo – partite di una certa importanza, contro squadre di livello, in scontri diretti. Il match del Liberati poteva essere un banco di prova in questo senso, invece la formazione abruzzese ne esce male, ma non solo per suoi demeriti. La Ternana si è dimostrata un rullo compressore, capolista indiscussa e indisturbata di un campionato che sta dominando con numeri da paura. Nessuna sconfitta, 31 gol segnati, unica squadra ancora imbattuta in tutta la C, due scontri diretti consecutivi vinti.
Il 3-0 con cui il Teramo torna a casa – peggior sconfitta di questo campionato – è forse anche troppo pesante per quello che è stato l’andamento della partita e per come la formazione biancorossa l’ha interpretata nel primo tempo. Il rimpianto principale è per i due gol subiti in avvio delle rispettive frazioni: forse senza quelle reti, nulla sarebbe cambiato, ma gli sforzi del Teramo avrebbero avuto altro valore rispetto al risultato che appare pesante. Il rigore del 2-0 è stato una mazzata sul morale e il gol del 3-0 ha definitivamente tagliato le gambe al Teramo, che però non esce del tutto ridimensionato dalla sfida con la Ternana (che ne aveva rifilati tre anche al Bari, costruito per lottare per la B come le Fere). Gli abruzzesi hanno dimostrato di essere una bella realtà, ma forse sono mancate concretezza e alcune prestazioni individuali di uomini chiave come Arrigoni, Ilari e Costa Ferreira.
L’avvio aveva fatto addirittura temere il peggio per gli uomini di Paci. Infatti la Ternana è passata subito in vantaggio con un sinistro di Partipilo da oltre 20 metri dopo 5’. È servito invece il miglior Lewandowski per bloccare in uscita Falletti al limite dell’area, altrimenti sarebbe stato raddoppio dopo neppure dieci minuti. A quel punto il Teramo ha compreso di doversi svegliare, ha cercato di farlo mettendo in difficoltà soprattutto sulle fasce una Ternana troppo generosa. Perché i due terzini, nel primo tempo, hanno spinto tantissimo e spesso hanno lasciato buchi in difesa, non sfruttati a dovere dal Teramo. In particolare è stato Bunino a cestinare due ripartenze interessanti. Nella prima ha compiuto la scelta sbagliata, premiando Mungo (male) e non Diakitè che era meglio piazzato; sulla seconda, invece, è andato a calciare fino in fondo senza mettere a rimorchio per Costa Ferreira. Lo stesso Bunino è andato vicino al gol del pari alla mezz’ora con un colpo di testa di poco fuori su cross di Tentardini, a dimostrazione del fatto che il Diavolo avrebbe meritato qualcosa in più nel primo tempo. Nella ripresa, invece, c’è stata meno storia. Dopo il rigore di Falletti (concesso per un mani di Soprano, che non ha messo le braccia dietro il busto andando a contrastare un cross), il Teramo ha spaventato le Fere solo con Mungo, un doppio tentativo che anzi ha svegliato i rossoverdi che hanno cominciato a macinare gioco ed occasioni. E così alla mezz’ora è arrivato anche il tris di Torromino (che non segnava da due anni) e per il Teramo la missione si è fatta impossibile.
Luca Bucchi

