Tesseramento irregolare, San Salvo penalizzato

7 Agosto 2019

Inibizioni ai dirigenti per aver sfruttato un caso di omonimia: in campo un De Vivo al posto di Devivo

SAN SALVO. Pioggia di inibizioni sull'Us San Salvo, condite da una multa e una penalizzazione, alla vigilia dell’inizio del campionato di Promozione. Che affronterà partendo con una penalizzazione di tre punti. Il Tribunale federale territoriale della Lnd-Figc Abruzzo - composto dal presidente Antonello Carbonara e da Vincenzo De Benedictis e Massimiliano Di Scipio, con l'assistenza del rappresentante dell'Aia, Francesco Carbone - ha sanzionato i dirigenti della società biancazzurra per un tesseramento ritenuto irregolare, durante la passata stagione, del calciatore Antonio De Vivo, già vincolato con la Asd Vastese (serie D) e il consenso e l’utilizzo dello stesso atleta in luogo di Antonio Devivo, regolarmente tesserato con il San Salvo nelle prime 17 gare del girone B di Promozione.
Tutto ciò sfruttando l'omonimia, simulando e inserendo anche un numero di matricola che ha indotto in errore gli operatori della federazione. La scure del Tribunale federale territoriale si è abbattuta su Antonio Castaldo, all'epoca dei fatti presidente, inibito per 9 mesi; su Rudy D'Amico, all'epoca direttore generale, inibito per un anno; su Maurizio Di Cesare, detto Izio, non tesserato ma segretario e collaboratore del sodalizio biancazzurro, inibito per 9 mesi; su Tullio Carmine Meo, dirigente, inibito per 6 mesi; su Gino Benedetto, dirigente, inibito per un mese; e sul calciatore Antonio De Vivo, squalificato per sei mesi.
Alla società Us San Salvo è stata comminata un'ammenda di 2.400,00 euro e 3 punti di penalizzazione da scontare nel campionato 2019-2020. I giudici, su richiesta della procura federale, avrebbero accertato che De Vivo, calciatore tesserato con l'Asd Vastese, avrebbe disputato dall'inizio del campionato 2018-2019, nelle fila del San Salvo, militante nel campionato di Promozione girone B, ben 17 gare consecutive fino alla partita del 23 dicembre 2018, San Salvo-Casalbordino, senza averne titolo perché non tesserato. La sentenza è stata presa al termine della seduta di lunedì scorso, all’Aquila, a distanza di sette mesi dall'ultimo incontro disputato dal centrocampista.
L'Us San Salvo, dal canto suo, respinge le accuse e annuncia ricorso alle autorità preposte a Roma. «La sentenza è ingiusta e iniqua», afferma l'Us San Salvo in una nota alla stampa. «Per queste ragioni la società ricorrerà nelle sedi opportune».
Tiziana Smargiassi
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