Testata all’arbitro, squalificato 5 anni

Promozione, Marra del Castello 2000 fermato fino al 2020 e gara persa a tavolino
PESCARA. Fermo fino al 10 maggio 2020, ovvero per i prossimi cinque anni. Praticamente il massimo della pena attualmente prevista dai regolamenti. Brutte notizie per il calciatore del Castello 2000 Luca Marra, pesantemente stangato dal Giudice sportivo regionale, Giovanni Lely, per la condotta violenta evidenziata in occasione della gara di Promozione (girone B) con la Val di Sangro. Sospesa al 42' st dall'arbitro, non più in condizione di proseguire, proprio a seguito di una violenta testata ricevuta in volto (all'altezza dello zigomo) da Marra, da lui espulso pochi istanti prima per proteste. Quest'ultimo, sempre stando al referto stilato dallo stesso direttore di gara, tentava inoltre di colpirlo con dei pugni, non riuscendo nel proprio intento grazie all'intervento dei suoi compagni di squadra.
Il tutto in un clima di forte tensione venutosi a creare, a seguito di ciò, tra dirigenti e calciatori delle due squadre. Accusando forte dolore e giramenti di testa, l'arbitro si recava poi presso il Pronto Soccorso dell'ospedale di Atessa, dove gli veniva diagnosticato un "trauma cranico non commotivo, ed una cervicalgia post traumatica", con una prognosi di otto giorni, salvo complicazioni. Al Castello 2000, invece, è stata inflitta, per responsabilità oggettiva, la sconfitta per 0-3 a tavolino. Strascichi importanti, dal punto di vista disciplinare, si registrano anche in Eccellenza, in relazione alla semifinale play off tra San Salvo e Francavilla, e tutti a carico della società chietina. Punita con ben 600 euro di multa (stessa cifra patita, in Promozione, dalla Delfino Flacco Porto) per le intemperanze dei propri sostenitori, rei di aver colpito con sputi un assistente arbitrale, al quale rivolgevano inoltre pesanti offese e minacce, nonchè espressioni di discriminazione territoriale. A livello individuale, invece, da segnalare l'inibizione fino al 30 novembre prossimo inflitta al dirigente giallorosso Denis Masci e le squalifiche comminate, per proteste ed offese all'arbitro, ai calciatori Di Sabatino (otto gare) e Lalli (sei gare). (s.d.c.)
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