Tiro dinamico, Del Rosario oro europeo

Il teatino continua a brillare in campo internazionale: «Il segreto? Tanto lavoro»
CHIETI. Medaglia d’oro nella classifica a squadre negli ultimi Europei di tiro dinamico in Ungheria.
Giulio Del Rosario, 44 anni, teatino doc, continua a vincere a livello internazionale. Il palmares del maresciallo dei carabinieri, con la passione per il tiro dinamico, è sempre più ricco: tre volte campione italiano, due volte campione d’Europa (2010 e 2016) e una volta vice campione del mondo a squadre nel 2014, sempre con la Nazionale italiana, della quale fa parte dal 2007. Dopo aver praticato arti marziali, Del Rosario si è dedicato al tiro dinamico, una disciplina che negli ultimi anni ha subìto un processo di evoluzione. Da quello che originariamente era una gara tra chi estraeva la pistola più velocemente e sparava a qualche barattolo, si è passati oggi a gare che presentano dai dieci ai trenta esercizi differenti, che ricreano un percorso da compiere nel minore tempo possibile, e durante il quale si trovano disseminati una quantità variabile di bersagli da colpire. Il rapporto tra i punti conseguiti e il tempo impiegato, concorre a stilare la classifica. «È uno sport molto difficile», spiega Del Rosario, «bisogna avere una notevole concentrazione durante la gara e una grande dedizione per allenarsi al massimo. Ormai ad alti livelli il minimo errore compromette il risultato e non sbagliare è fondamentale. Ma è diventata essenziale anche la prestazione fisica, perché tutti ormai uniscono allenamenti in palestra alla normale attività a fuoco. Elasticità, reattività e forza esplosiva devono far parte del bagaglio tecnico di chi vuole emergere».
In Ungheria è arrivata la seconda medaglia d’oro della carriera ai Campionati europei. «Ascoltare l’inno italiano dal gradino più alto del podio è sempre una grande emozione», racconta il campione teatino. «Ho lavorato molto sull’aspetto psicologico e i risultati sono arrivati. Quest’anno ho vinto anche cinque tappe del campionato, sia dinamico che rapido».
Ma ci sono anche note dolenti. «Esistono diversi campi da tiro in tutta Italia, ma da noi ce ne sono pochissimi. Le strutture più vicine sono a Elice e L’Aquila, ma mi piacerebbe avere un campo nella zona di Chieti. Avere una struttura grande attira gente e crea un indotto per il Comune che lo ospita».
Archiviati gli Europei in Ungheria, il campione italiano si prepara a vincere altre medaglie: «L’anno prossimo ci sarà il Mondiale in Francia e vorrei partecipare ancora con la Nazionale, anche se ogni anno che passa diventa sempre più dura, perché l’età si fa sentire. Ho 44 anni e tenere testa a ragazzi di 15 anni di meno è difficile. Per il futuro, mi piacerebbe diventare allenatore. Mi sto già dedicando all’insegnamento tecnico e alcuni miei allievi sono già campioni italiani e sono in Nazionale. La nuova generazione di tiratori promette bene».
Giammarco Giardini
©RIPRODUZIONE RISERVATA

