Torres acclamato da 45mila tifosi

5 Gennaio 2015

Ritorno trionfale all’Atletico. Il Real Madrid cade a Valencia dopo 22 vittorie di fila

MADRID. Sette anni e mezzo dopo, osannato da 45mila tifosi che non lo hanno mai dimenticato, Fernando Torres è tornato a casa, all'Atletico Madrid, «felice ed emozionato e con l'obiettivo di vincere titoli qui». Di nuovo con la maglia a strisce biancorossa e il n.19, “el Niño” ha detto di aver seguito in questi anni la sua ex squadra da tifoso («non posso dimenticare la finale di Champions. Ho sofferto per aver perso il titolo all'ultimo minuto ma questo ci deve dare più forza per continuare»), ringraziando la sua nuova ex squadra e l’allenatore Diego Pablo Simeone, per averlo fatto rientrare: «Il Cholo è stato importante per il mio ritorno, era esigente come compagno di squadra, lo sarà di più come tecnico. Sono contento», ha aggiunto l'ex milanista,«di vedere così tanta gente qui per me. Questo club ha vinto tanto, oggi l'Atletico è una squadra competitiva e non vedo l'ora di iniziare a giocare e che arrivi il derby di mercoledì contro il Real (in Coppa del Re, ndr). Io ho già vinto nelle altre squadre in cui ho giocato, ma adesso voglio vincere qui. Mi manca vincere i titoli con l'Atletico».

Il Real cade. Dopo 22 vittorie consecutive il Real Madrid scivola al Mestalla. La squadra di Ancelotti, campione d’Europa e del mondo in carica, perde 2-1 in casa del Valencia nella 17ª giornata del massimo campionato spagnolo. Blancos in vantaggio al 14’ grazie a un calcio di rigore di Cristiano Ronaldo. I padroni di casa non mollano, al 47’ Gomez colpisce il palo, ma nella ripresa arrivano i gol. Al 7’ destro da fuori area di Barragan e la deviazione di Pepe beffa Casillas per l’1-1. Al 20’ è Otamendi a svettare in area di rigore e a segnare, di testa, il gol del definitivo 2-1. Il Valencia che si porta al quarto posto, a 34 punti; resta in testa la squadra di Ancelotti (deve recuperare la partita contro il Siviglia), perché il Barcellona è stato battuto dalla Real Sociedad per 1-0 grazie all’autogol di Jordi Alba.