Tra 1° e 2° tempo il Delfino ha perso sette posizioni

6 Gennaio 2018

I biancazzurri occupano il decimo posto, ma se le gare fossero terminate al 45’ sarebbero terzi

PESCARA. Rimonte subite e punti gettati all’aria. L’incapacità di gestire i vantaggi accumulati in tante partite ha spinto il Pescara fuori dalla zona play off al giro di boa. Non solo, oltre alle vittorie buttate via contro Salernitana, Frosinone, Virtus Entella e Ternana, solo per citare quelle più clamorose, c’è un altro dato allarmante che ha accompagnato i cali palesati della formazione biancazzurra nei secondi tempi. Una flessione che è costata al Delfino ben sette posizioni in classifica.
Attualmente l’undici di Zdenek Zeman occupa il decimo posto, ma se le gare fossero terminate dopo 45 minuti la squadra sarebbe addirittura terza con 33 punti, a sole quattro lunghezze dalle ipotetiche battistrada Palermo ed Empoli. I siciliani sono tuttora al comando della graduatoria reale, ma con 39 punti (2 in più rispetto alla classifica dei primi tempi) mentre l’Empoli, nelle seconde parti dei match ha perso tre punti scivolando in terza posizione alle spalle dei rosanero di Bruno Tedino e, soprattutto, del Frosinone. La squadra di Moreno Longo è tra quelle che hanno recuperato il maggior numero di risultati nei secondi tempi portandosi dall’undicesimo al secondo posto (26 punti virtuali dopo 45’, 37 reali al termine delle gare). Meglio del Frosinone nelle riprese ha fatto solo il Bari di Fabio Grosso che ha recuperata ben quattordici posizioni passando dal diciassettesimo al terzo posto.
Il Cesena ha il saldo negativo peggiore delle 22 compagini del campionato cadetto. I romagnoli di Fabrizio Castori, che dall’8ª giornata ha sostituito il pescarese Andrea Camplone, hanno perso 9 punti tra i primi e i secondi tempi scendendo dalla quarta alla diciassettesima posizione. Subito dopo i bianconeri ci sono Pescara e Ascoli che hanno gettato al vento 5 punti. Delle 21 partite finora disputate, i biancazzurri hanno chiuso la prima frazione di gioco nove volte in vantaggio, sei in parità e altrettante in svantaggio.
Le gare che hanno lasciato un sapore amarissimo in bocca ai calciatori e ai tifosi sono quelle contro il Frosinone lo scorso 8 settembre all’Adriatico (da 3-0 a 3-3), con la Salernitana in trasferta, quando il Delfino era avanti di due reti fino al 78’, minuto in cui Sprocati ha accorciato le distanze, poi al 90’ è arrivato il pareggio definitivo siglato da Minala. Stesso risultato nel match successivo contro la Virtus Entella in casa. Pescara in gol con Capone al 17’, al 64’ il raddoppio di Brugman, ma in 5’ (75’ e 80’) i gol di Luppi e Diaw hanno regalato un punto ai liguri.
Difficili da digerire anche i risultati contro la Ternana tra le mura amiche e fuori casa contro il Cesena. Nella sfida casalinga contro gli umbri di Sandro Pochesci i biancazzurri si sono portati in vantaggio di due reti grazie a Valzania (30’) e Pettinari (46’), ma nella ripresa i rossoverdi hanno subito accorciato le distanze con Montalto (48’), poi hanno trovato il gol del pareggio con Tremolada (56’) e addirittura hanno ribaltato la situazione con l’acuto di Valjent (75’). Per fortuna dei biancazzurri all’ultimo respiro (92’) Valzania ha realizzato il 3-3 con una bella conclusione dalla distanza. Al Manuzzi di Cesena un’altra beffa clamorosa: il Pescara, avanti 2-1 (reti di Benali e Pettinari), è stato capace di incassare tre gol negli ultimi minuti di gioco (81’ autorete Brugman, 87’ Moncini e 95’ Donkor). Tanti errori da non ripetere nel girone di ritorno per centrare l’obiettivo minimo dei play off. (g.t.)