Trevisan: Chieti, sono pronto a tornare

L’ex patron: «Posso riprendere il sodalizio con un gruppo solido»
CHIETI. È più di un’ipotesi. Giulio Trevisan può tornare alla guida del Chieti. L’ex presidente neroverde, che ha lasciato la società lo scorso anno, sta lavorando per rientrare con un gruppo dirigenziale solido che possa garantire un futuro migliore ai teatini. Ma a due condizioni, anzi tre: Trevisan non vuole ributtarsi da solo nel mondo del calcio, vuole che la società sia trasformata in una srl e, soprattutto, il suo progetto non prevede la presenza dell’attuale presidente Filippo Di Giovanni. È il titolare della Comec a fare chiarezza sul suo possibile ritorno al Chieti. «Sì, l’ipotesi è possibile», conferma Trevisan, «sono stato sollecitato da più parti per tornare, ma solo ad alcune condizioni. Dopo l’esperienza fatta da solo un anno fa, credo che per dare un futuro al Chieti sia assolutamente importante avere un gruppo dirigenziale solido e affiatato, cosa che quest’anno non c’è stata. Il mio ruolo finora è stato quello di capire se nel progetto potessero essere coinvolti altri imprenditori». Si è parlato anche di Gilberto Candeloro, presidente del Francavilla. «Lo conosco da tempo, ma smentisco contatti con lui. Ci sono altri imprenditori che potrebbero prendere in considerazione l’ipotesi di far parte di quest’avventura. Ma c’è un problema di fondo: il Chieti è un’associazione sportiva dilettantistica e questo allontana chiunque fosse interessato ad entrare in società. A Di Giovanni, dopo avergli fatto i complimenti per la vittoria del campionato, avevo ricordato la necessità di trasformare la società in srl per favorire l’ingresso di nuovi soci. Non si può arrivare alla scadenza dell’iscrizione con questa struttura. Il tempo stringe». Quali sono i suoi rapporti con Di Giovanni? «Di amicizia», risponde Trevisan, «ma smentisco categoricamente di aver avuto un ruolo nel Chieti in questa stagione. A Di Giovanni va dato il merito di aver avuto la voglia di continuare al posto mio e di aver vinto il campionato. Lui ha un progetto: se questo non dovesse avere le condizioni per continuare, sono pronto a subentrare perché non lascerei mai morire il Chieti. Non lo merita la città». Il nuovo progetto di Trevisan, qualora andasse in porto, non prevede la presenza di Di Giovanni. «Se dovessero arrivare risposte positive dagli imprenditori disposti ad entrare che vedono in me una figura di garanzia», dice Trevisan, «pur con grande dispiacere ritengo che questo progetto sia alternativo a Di Giovanni». Un anno fa Trevisan ha abbandonato la società dopo essere stato contestato dai tifosi. «Con i ragazzi della curva Volpi ci siamo chiariti. C’è stato un errore di comunicazione in passato. Ho lasciato perché avevo speso tanto a livello di energie emotive e fisiche. Non c’erano più le condizioni per continuare quel progetto. Sono rimasto in silenzio tutto questo tempo e penso che sia servito per dare uno scossone all’ambiente e aprire una fase di riflessione». Ieri i tifosi hanno esposto in città striscioni contro Di Giovanni. Nei prossimi giorni si conoscerà il futuro del Chieti. Il ritorno di Trevisan, con altri soci al suo fianco, sembra essere l’unica via d’uscita per un Chieti che ha bisogno di solidità e progettualità per affrontare la D.
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